La macchina del funky

Juventus e Fiorentina a rischio falso in bilancio

Paolo Ziliani sul Fatto Quotidiano racconta oggi una storia curiosa che è uno strascico di Calciopoli ma che potrebbe mettere in allarme due società di serie A: Juventus e Fiorentina. Le due non hanno accantonato in bilancio i liquidi necessari per il risarcimento delle parti lese di Calciopoli (Bologna, Brescia, Atalanta e Victoria 2000 oltre alla FIGC) e adesso rischiano l’accusa di falso in bilancio:

I fatti. A luglio Victoria 2000 srl, proprietaria ai tempi di Calciopoli del Bologna FC e di cui era titolare il presidente Giuseppe Gazzoni Frascara, ha depositato in procura a Firenze una corposa denuncia contro i dirigenti viola (Diego e Andrea Della Valle, Cognini, Mencucci, Panerai ecc.), aoggi tutti indagati per falso in bilancio. Motivo: il mancato accantonamento nelbilancio chiuso il 31 dicembre 2015 della somma che la Fiorentina potrebbe essere tenuta a corrispondere a titolo di risarcimento-danni, al pari della Juventus e delle persone fisiche indicate dalla Corte di Cassazione (a cominciare da Luciano Moggi) ai soggetti che la Corte, in data 23.3.2015, ha riconosciuto parti lese di Calciopoli: Brescia, Atalanta, Bologna e Victoria 2000, oltre alla Figc. Nel bilancio 2015, alla voce “Controversie legali e tributarie”, la società viola a dire il vero ha affrontato la questione: “Allo stato – si legge – hanno agito per la riassunzione del procedimento Bologna FC, Brescia Calcio, Victoria 2000 srl e la Federazione Italiana Gioco Calcio, limitatamente alle spese di lite. Inoltre, con separato giudizio intentato avanti il Tribunale di Roma, il dott. Giuseppe Gazzoni Frascara (…) ha chiesto a svariati convenuti, tra cui la Società, il risarcimento di una serie di danni patrimoniali e non, comunque riconducibili alla retrocessione in Serie B del Bologna al termine della stagione 2004/2005”.
DOPODICHÉ, tuttavia, nessun accantonamento è stato predisposto in bilancio perché la Fiorentina –si legge ancora – “ha sostenuto in ogni grado di giudizio la legittimità del comportamento proprio e dei propri esponenti e conseguentemente ritiene che non sussistano i presupposti per una propria responsabilità rispetto alla retrocessione in Serie B al termine della stagione 2004-2005 di Atalanta, Brescia e Bologna (…). Confida pertanto nel rigetto di tutte le richieste avanzate”.

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Il riepilogo delle condanne per Calciopoli (Adn Kronos)

In pratica: la Giustizia ordinaria (6 sentenze, di cui 3 di Cassazione) ha stabilito che il Bologna è stato truffato e dev’essere risarcito dai truffatori, indica i truffatori uno a uno ma la Fiorentina – che è nel mazzo – confida ciecamente nelle proprie ragioni, seppur già respinte da ben 22 giudici, di cui 15 di Cassazione:

Per dieci lunghi anni si sono negati i fatti: ora si nega anche che quei fatti, divenuti incontestabili, abbiano danneggiato le vittime. Singolare, no? La verità è che il tempo delle boutadee delle fanfaronate su Calciopoli è finito. Lo certificano la bocciatura del ricorso da 444 milioni della Juve al Tar; le sentenze, definitive e inappellabili, della Corte di Cassazione che indica chiaramente chi sono i carnefici e chi le vittime. E IL PRIMO provvedimento preso in concreto dal giudice Eduardo De Gregorio del Tribunale di Napoli, che ha disposto a favore del Brescia il sequestro di 12 milioni del l’ex Ad della Juventus, Antonio Giraudo. E se è vero che a volte si parla a nuora perché suocera intenda, la denuncia fatta a Diego Della Valle nasconde un risvolto ben più importante: suona cioè come preciso avvertimento ad Andrea Agnelli e al cda juventino (Marotta, Nedved, Giulia Bongiorno ecc.) che martedì 25 saranno chiamati all’approvazione e del bilancio semestrale chiuso il 30 giugno 2016.

In più, il mancato accantonamento di somme in bilancio costituirebbe illecito amministrativo: risulterebbe irregolare, per Fiorentina e Juventus, persino l’iscrizione al campionato (art. 7, documentazione irregolare fornita alla Covisoc) e per questo tipo di illeciti, di natura amministrativa, le sanzioni vanno da 1 a più punti di penalizzazione fino alla retrocessione per gli illeciti più gravi.