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Italicum: da domani Renzi si gioca il governo

Ci siamo. Domani l’Italicum approda in aula alla Camera e sarà possibile testare sul campo quanto resisterà la maggioranza renziana e cosa farà la minoranza PD. In Aula andranno in scena le questioni pregiudiziali poste dall’opposizione e che si voteranno con scrutinio segreto. Il governo non ha finora posto la fiducia. Per la maggioranza bastano 316 voti e sulla carta Renzi ne totalizza 410; più di novanta voti che dovrebbero garantire al presidente del Consiglio l’approvazione della legge elettorale a cui ha legato il destino del suo governo.
 
ITALICUM IN AULA: DA DOMANI RENZI SI GIOCA IL GOVERNO
La minoranza Dem, sulla carta, conta su un centinaio di parlamentari, numero più o meno equivalente a quello dei non votanti al momento del sì all’Italicum nell’assemblea dei deputati Pd. Il numero di coloro che, nel segreto dell’urna, non voteranno le pregiudiziali dovrebbe essere però di gran lunga più basso e se, pallottoliere alla mano, a non votare (sempre con scrutinio segreto) il testo finale sarà una porzione di esponenti della minoranza che va dai 20 ai 40 deputati, domani il dissenso si prospetta, nei numeri, ben meno corposo. L’arco delle opposizioni, almeno apparentemente, si presenta invece unito (ma Antonio Matarrelli di Sel oggi si è dichiarato pro-Italicum) nel dare battaglia alle legge elettorale. Con qualche eccezione che, nel segreto dell’urna, potrebbe emergere: a cominciare da FI, dove la truppa dei verdiniani consta di una decina di deputati. Il dissenso Dem, invece, è destinato a rimpicciolirsi nel caso in cui il governo opti per mettere la fiducia sui tre articoli dell’Italicum. A parte il gruppo dei duri e puri – da D’Attorre a Fassina, da Bindi a Civati – la minoranza è in grandissima parte orientata a votare la fiducia che potrebbe presentare qualche rischio (ma il margine resta di 90 deputati) solo nel caso in cui le opposizioni optino per l’Aventino. In Aula infatti deve esserci la metà più uno dei votanti e non a caso, oggi, ai deputati Pd è giunto l’sms di allerta per richiamare tutti ad essere presenti già nel voto sulle pregiudiziali.

italicum come funziona
Come funziona l’Italicum (Corriere della Sera, 17 aprile 2015)

QUESTIONE DI FIDUCIA
Maria Antonietta Calabrò riepilogava oggi sul Corriere della Sera la possibile strategia del governo:

In ogni caso il governo hanuovamente fatto circolare l’intenzione che di fiducie potrebbe metterne tre o quattro. Non sulle pregiudiziali di costituzionalità ma sui punti qualificanti della legge elettorale che è uno degli impegni prioritari di Matteo Renzi sin dalla formazione del suo esecutivo (governo del primo ministro, premio di maggioranza, preferenze e capilista,soglia di sbarramento). La fiducia verrà posta se la minoranza chiederà il voto segreto su molte proposte di modifica del testo, già approvato in prima lettura alla Camera poi modificato al Senato, e approvato senza modifiche in Commissione a Montecitorio. E che, quindi, se non verrà modificato adesso in Aula, avrà il via libera definitivo.
In base al Regolamento della Camera il voto segreto può essere chiesto anche quando non sono in gioco questioni di coscienza,a differenza di quanto avviene a Palazzo Madama. Su questo la minoranza democratica darà battaglia. Per questo, secondo il governo e molti costituzionalisti, il ricorso alla fiducia è perfettamente legittimo.La fiducia invece non potràessere messa, per regolamento,sul voto finale, che sarà a votosegreto. E lì Renzi si giocatutto. Ecco invece i punti qualificantidell’Italicum su cui potrebbeessere messa la fiducia.

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Italicum, i numeri alla Camera (Corriere della Sera, 27 aprile 2015)

DOVE LITIGANO LE AQUILE
L’Ansa ha riepilogato i punti di contrasto interno ed esterno al Partito Democratico:

– PREMIO DI MAGGIORANZA: l’Italicum lo attribuisce alla lista che supera il 40% al primo turno o che vince al ballottaggio. Nella prima versione approvato a marzo 2014 alla Camera il premio era attribuito alle coalizioni vincenti. La minoranza del Pd, Forza Italia e anche alcuni alleati come Sc e Pi chiedono di tornare al premio attribuito alla coalizione.
– APPARENTAMENTO: è una subordinata al punto precedente, proposta dalla minoranza Pd, da Fi e da Pi e Sc. Consiste nel prevedere la possibilità di un accorpamento tra liste al momento del ballottaggio. Le coalizioni, cioè, si riformerebbero dopo il primo turno.
– CAPILISTA: l’Italicum prevede 100 collegi plurinominali, in cui ciascun partito presenterà dei listini di 4-5 nominativi. Il capolista è bloccato, e sono previste le preferenze per gli altri candidati. La minoranza del Pd e M5s propongono le preferenze anche per il capolista.
– QUORUM PER IL BALLOTTAGGIO: M5s propone che al ballottaggio debba partecipare un quorum di elettori per renderlo valido. In caso contrario varrebbe il proporzionale puro del primo turno.

E se il voto segreto sul testo finale potrebbe presentare fino a 40 dissidenti Pd (da sinistra Dem ai bersaniani), scrive sempre l’ANSA che  “il rischio sconfitta sembrerebbe nascosto solo su un eventuale voto segreto sull’emendamento sull’apparentamento al doppio turno, punto che attrae anche pezzi degli alleati minori di Renzi, da Ap a Sc. Ma è un rischio che, con la fiducia, risulterebbe polverizzato”.
In copertina: vignetta di Benny su Libero, 17 aprile 2015