Economia

L’Italia e il rischio Grecia prossimo venturo

yanis varoufakis

Stefano Feltri sul Fatto Quotidiano oggi  spiega che nel giro di poche settimane l’Italia rischia di trovarsi dipendente dal finanziamento diretto della Bce, il quale però verrebbe vincolato all’esito dei negoziati tra il governo stesso e la Commissione, cioè in pratica all’abiura del programma economico alla base dell’alleanza tra Lega e MoVimento 5 Stelle. Il racconto parte dall’indiscrezione rilanciata qualche giorno fa dal Corriere della Sera secondo cui nell’incontro a Washington del 30 luglio Conte ha chiesto al presidente Usa Donald Trump di comprare Btp italiani, per sostenerne la domanda. Ma, racconta il Fatto, Conte ha spiegato in privato come stanno le cose: ha chiesto a Trump di dare messaggi rassicuranti sullo stato dell’economia italiana, per influenzare le banche americane. A giudicare dai movimenti di questi giorni non sembra aver avuto grandi effetti. E quindi:

Non ci saranno aiuti dall’esterno. E i troppi tavoli su cui il governo sta sfidando i partner internazionali e la Commissione Ue, dall’Alitalia ai migranti, lasciano l’Italia isolata: “Ci stiamofacendo terrabruciata intorno nel momento più sbagliato, è peggio che nel 2011 perché allora la crisi era dell’euro, ora soltanto dell’Ita lia”, è la diagnosi che filtra dal Tesoro. Lo spread, la differenza di rendimento tra titoli italiani e tedeschi a 10 anni, continua a stare su livelli alti, 280 punti e continua a salire.

italia rischio grecia
L’Italia e il rischio Grecia (Il Fatto Quotidiano, 26 agosto 2018)

[…] Lo scenario cui tutti si stanno preparando è quello in cui, come una legge di Bilancio aggressiva su deficit e spese, l’Italia viene declassata al punto da perdere il cosiddetto “investment grade”. I titoli di Stato italiani non potranno più essere accettati in garanzia presso la Bce. E così si rischia di ritrovarsi nelle condizioni della Grecia tre anni fa: lo Stato e le banche non riescono a finanziarsi sul mercato a costi sostenibili, le banche italiane possono avere liquidità soltanto dalla linea di emergenza Ela della Bce.

Insomma, spiega il quotidiano questo è lo scenario di partenza a cui potrebbero aggiungersi le dimissioni del ministro dell’Economia Giovanni Tria, visto che non c’è ancora alcun accordo politico su quali debbano essere i saldi della legge di Bilancio e Tria non è disposto ad avallare scelte che non condivide.

Leggi sull’argomento: Così la Chiesa ha fregato Salvini e Conte sui naufraghi della Diciotti