Economia

E intanto in Italia e in Europa la deflazione avanza

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Mentre l’Europa è sconvolta dalla strage di Charlie Hebdo, L’istituto di statistica Eurostat ha confermato dai suoi ultimissimi calcoli che a dicembre l’Eurozona è entrata in deflazione, cioè in una condizione potenzialmente incendiaria se unita a una crescita economica negativa, a un alto debito pubblico, a qualche impennata di troppo sul deficit. La deflazione, in macroeconomia, sta indicare uncalo del livello generale dei prezzi. È esattamente l’opposto dell’inflazione, cioè il graduale aumento dei prezzi. Una flessione del livello generale dei prezzi può causare una contrazione di domanda di beni e servizi con la spesa delle famiglie che si riduce. Tra le conseguenze positive c’è un possibile aumento del risparmio e un incremento della concorrenza. Ma non mancano alcuni gravi conseguenze negative, come l’aumento della disoccupazione e la recessione economica.
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Spiega oggi iL Corriere della Sera:

Secondo Nomisma e il suo capo-economista Sergio De Nardis occorre che «la Bce si muova con misure massicce e prolungate di immissione di liquidità: il Quantitative easing,deve essere di dimensione adeguata se si vuole ritrovare la via della ripresa e del rialzo dei prezzi». La Bce, sostiene invece Marco Valli, capo economista di Unicredit «non può tirarsi indietro perché mancherebbe alla sua missione principale, ovvero la stabilità dei prezzi». A Francoforte comunque i tecnici stanno mettendo a punto diverse ipotesi di acquisto di titoli pubblici che in qualche modo rispettino le quote di partecipazione dei vari paesi al capitale della Bce oche risultino comunque meno rischiose per la Banca.

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