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E in Lombardia gli attivisti M5S chiedono l'espulsione dei consiglieri regionali

Tira una brutta aria dentro al M5S lombardo, gli attivisti, la base, i cittadini, laggente sono in rivolta contro i portavoce eletti al Consiglio Regionale e ne chiedono a gran voce l’espulsione. Il punto del contendere è il sostegno dato dai nove consiglieri del Movimento ad un’iniziativa della Lega Nord: il referendum consultivo per dare maggiore autonomia alla Regione Lombardia. A doversene andare, secondo la base, sono in nove, e tutti assieme: Stefano Buffagni, Silvana Carcano, Eugenio Casalino, Gianmarco Corbetta, Andrea Fiasconaro, Giampietro Maccabiani, Paola Macchi, Iolanda Nanni e Dario Violi.

 
SÌ AL REFERENDUM IN CAMBIO DEL VOTO ELETTRONICO
A febbraio proprio grazie al voto favorevole dei pentastellati in Consiglio Regionale è passata la proposta della Lega (sostenuta da FI e NCD) per consentire di celebrare un referendum per rendere la Lombardia una regione più autonoma da Roma. Il sostegno degli esponenti Movimento 5 Stelle è stato fondamentale per poter far approvare la proposta perché era necessario il sì dei due terzi del Consiglio (hanno votato contro PD e Patto Civico di Umberto Ambrosoli). Il costo della consultazione sarà di circa 30 milioni di euro ma i consiglieri a 5 stelle giurano che grazie all’approvazione della loro mozione per il voto elettronico il referendum costerà molto meno, circa la metà (anche se ci sono perplessità circa i costi per l’installazione delle macchine e il software elettorale). Questo il testo della domanda alla quale saranno chiamati a rispondere (entro la fine dell’anno, dice la Giunta, ma molto più probabilmente nel 2016 a causa della concomitanza con l’Expo) i cittadini lombardi: “Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma, della Costituzione?”

TROPPO INDIPENDENTI, VANNO CACCIATI
Mentre però i consiglieri regionali del Movimento festeggiano sostenendo che l’approvazione della proposta di referendum dimostra che i grillini non sono solo “quelli del no” ma che sanno anche avanzare proposte concrete la cui bontà viene riconosciuta anche dalle altre forze politiche gli attivisti sono di tutt’altro parere. Ed immediatamente sul portale del meetup lombardo è partita la discussione per la richiesta di espulsione immediata e non selettiva di tutti i consiglieri regionali M5S. Gli attivisti denunciano che la base non è stata consultata nel merito della decisione e che in ogni caso si tratta di un favore fatto a Maroni e alla Lega, non certo di un modo per combattere la corruzione e gli sprechi. Secondo gli inviperiti attivisti pentastellati i consiglieri regionali si sono accordati con il “nemico” al di fuori delle sedi istituzionali e hanno preso una decisione fuori dalla Rete. Dicono gli attivisti che non è stata discussa da nessuna parte la possibilità di rendere la Lombardia una regione più autonomo e nemmeno si è mai parlato di voto elettronico. E in una riunione di un meetup la base denuncia la mancanza di trasparenza e il progressivo scollamento tra i cittadini-eletti e gli attivisti che accusano i consiglieri di non aver mai voluto prestare ascolto alle istanze della base.

Alcuni citano anche delle dichiarazioni di Beppe Grillo secondo le quali la linea è quella di “non scendere a patti con il nemico” perché i politici sono tutti mafiosi e i grillini devono essere duri e puri. L’assenso al referendum è visto sia come un errore politico visto che la maggiore autonomia non è che un modo per dare maggiori poteri ai corrotti sia come un errore tattico per aver dato una mano alla macchina della propaganda della Lega.

Fonte:  Facebook.com
Fonte: Facebook.com

QUANDO GRILLO ERA PER UNA MAGGIORE AUTONOMIA DELLA LOMBARDIA
In un post di Lombardia a 5 Stelle del dicembre 2014 esposta la proposta del gruppo consigliare per un referendum sull’autonomia della Regione Lombardia. La proposta veniva presentata in questo modo:

Il M5S Lombardia propone la gestione diretta delle risorse fiscali sul territorio regionale come già previsto dalla Costituzione al posto dell’attuale discrezionalità del loro utilizzo da parte del governo centrale.
Di seguito un breve vademecum per capire di cosa si tratta, una misura che potrebbe essere adottata da tutte le regioni italiane senza sottrarre risorse a nessuna di esse.

L’idea era quella di ridare ai lombardi le “chiavi” della loro Regione, come spiega il manifesto realizzato dal M5S lombardo.
m5s lombardia referendum
La proposta – che gli attivisti denunciano essere frutto di un “inciucio” con Maroni i cui semi sono stati gettati (facendo non poca dietrologia) già durante la campagna per le elezioni regionali – è però piaciuta molto allo “staff” del blog di Beppe che ha ripubblicato il post di Lombardia a 5 Stelle sul sacro Blog. Cosa succede allora quando l’house organ di un partito politico (come è appunto il blog) sostiene pubblicamente le idee “eretiche” di un gruppo di cittadini-eletti? Chi deve essere scomunicato e quindi espulso dal Movimento? I nove consiglieri regionali, il Blog di Grillo? Lo Staff? Grillo?? LOL RAGA.
m5s lombardia referendum blog
Che dire inoltre del fatto che il Movimento si è fatto promotore di un referendum per l’uscita dall’euro e che MAtteo Salvini è da sempre uno dei maggiori avversari della moneta unica? Se l’importante è fare per primi la proposta (in modo da non essere accusati di seguire la linea di altri partiti) in questo caso Beppe e i 5 stelle stanno facendo un errore che merita una bella mozione per l’espulsione immediata.