Opinioni

Il “vecchio comunista” che ha votato M5S, «ma non per fargli fare il governo con Salvini»

La storia di Francesco Briganti, portata all’attenzione dei media da Marco Furfaro, è stata raccontata oggi a L’Aria che tira su La7: ha i requisiti anagrafici per andare in pensione, ha versato contributi all’Inps, poi all’Enasarco, l’ente di assistenza per gli agenti di commercio. 17 anni di contributi, 41 mila euro. Ma non cumulabili con quelli Inps. Al momento di andare in pensione, Enasarco gli comunica che quei soldi non bastano. Ne servono almeno altri 7 mila, tre anni di contributi. Per questo Francesco ha iniziato lo sciopero della fame: “non lo faccio per me, ma contro un’ingiustizia che vivono decine di migliaia di persone. Diciamo sempre che in Italia le persone non si ribellano… ecco, io voglio ribellarmi, perché è meglio rischiare di morire lottando che vivere arrendendosi. La mia vita è lo strumento per questa lotta”.

“Mi chiedono di morire lavorando”, come dice lui. Francesco chiede a Enasarco (che ha un attivo di 154 milioni di euro) almeno la restituzione dei 41 mila euro versati, ma gli sono stati negati. Durante l’intervista la conduttrice Myrta Merlino gli chiede per chi abbia votato alle elezioni. E lui risponde: “Io sono un vecchio comunista, ho sempre votato in vita mia. Non ho nessuna difficoltà a dirlo: non mi sono mai pentito di essere un vecchio comunista, però alle ultime elezioni ho votato 5 Stelle”. E poi: “Ma per quel che mi riguarda, non perché facessero un governo con la Lega, comunque”.

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