La macchina del funky

Il reddito di cittadinanza della giunta PD in Emilia Romagna

Elisabetta Gualmini racconta oggi sulla Stampa cosa ha in programma di fare la giunta della Regione Emilia Romagna, di cui lei è vicepresidente, riguardo il reddito di cittadinanza e risponde anche alle critiche di aver “copiato” il programma del MoVimento 5 Stelle:

«Trovo alquanto divertente la battaglia delle bandierine». Eh sì, perché i 5 Stelle non hanno proprio digerito che pure la giunta emiliana di centrosinistra stia preparando una proposta sul reddito di cittadinanza. E anche se non si chiamerà così, assomiglia al progetto su cui i pentastellati hanno puntato tutto il proprio capitale politico. Ora ne rivendicano il copyright. «Avere una buona idea è importante – risponde Gualmini – ma realizzarla lo è ancora di più. Se dobbiamo passare per copioni ma a fin di bene per i cittadini, allora dico: copiamoci a vicenda». Il Pd è al governo in Emilia, i 5 Stelle all’opposizione. Tutto qui. Gualmini spera nel loro contributo e incontrerà a breve la capogruppo grillina.

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Il reddito minimo in Europa (Fatto Quotidiano, 5 marzo 2015)

Da segnalare che l’Emilia non è l’unica regione in cui le giunte stanno studiando percorsi per il reddito di cittadinanza e individuando le platee degli interessati:

La moda, comunque, ormai dilaga. In Lombardia, il governatore leghista Roberto Maroni ha promesso il provvedimento per l’autunno. In Friuli Venezia Giulia, la vicesegretaria Pd Debora Serracchiani è riuscita a strappare proprio al M5S un sì fondamentale per approvare «le misure di inclusione attiva e a sostegno del reddito», 550 euro netti al mese per circa diecimila cittadini tra i più poveri. Il modello Friuli è uno dei tanti che la giunta emiliana sta testando. «Ci sono davvero molte fattispecie di reddito minimo, dobbiamo trovare soltanto la formula più sostenibile» spiega Gualmini.

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