Politica

Il reddito di cittadinanza della giunta PD in Emilia Romagna

alessandrodamato|

Elisabetta Gualmini racconta oggi sulla Stampa cosa ha in programma di fare la giunta della Regione Emilia Romagna, di cui lei è vicepresidente, riguardo il reddito di cittadinanza e risponde anche alle critiche di aver “copiato” il programma del MoVimento 5 Stelle:

«Trovo alquanto divertente la battaglia delle bandierine». Eh sì, perché i 5 Stelle non hanno proprio digerito che pure la giunta emiliana di centrosinistra stia preparando una proposta sul reddito di cittadinanza. E anche se non si chiamerà così, assomiglia al progetto su cui i pentastellati hanno puntato tutto il proprio capitale politico. Ora ne rivendicano il copyright. «Avere una buona idea è importante – risponde Gualmini – ma realizzarla lo è ancora di più. Se dobbiamo passare per copioni ma a fin di bene per i cittadini, allora dico: copiamoci a vicenda». Il Pd è al governo in Emilia, i 5 Stelle all’opposizione. Tutto qui. Gualmini spera nel loro contributo e incontrerà a breve la capogruppo grillina.

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Il reddito minimo in Europa (Fatto Quotidiano, 5 marzo 2015)

Da segnalare che l’Emilia non è l’unica regione in cui le giunte stanno studiando percorsi per il reddito di cittadinanza e individuando le platee degli interessati:

La moda, comunque, ormai dilaga. In Lombardia, il governatore leghista Roberto Maroni ha promesso il provvedimento per l’autunno. In Friuli Venezia Giulia, la vicesegretaria Pd Debora Serracchiani è riuscita a strappare proprio al M5S un sì fondamentale per approvare «le misure di inclusione attiva e a sostegno del reddito», 550 euro netti al mese per circa diecimila cittadini tra i più poveri. Il modello Friuli è uno dei tanti che la giunta emiliana sta testando. «Ci sono davvero molte fattispecie di reddito minimo, dobbiamo trovare soltanto la formula più sostenibile» spiega Gualmini.

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