Trend

"Il Presidente Meloni ha incontrato la Presidente Metsola", come Palazzo Chigi dimostra l'inadeguatezza della scelta del "maschile"

neXt quotidiano|

Palazzo Chigi

Hanno provato a ribaltare il tavolo da gioco, spiegando che la scelta dell’appellativo maschile “Il Presidente” in luogo di quello più realistico “La Presidente” fosse riferito alla carica istituzionale. Ma, come già accaduto nel corso delle prime settimane di governo, neanche Palazzo Chigi sembra aver capito le dinamiche di questo orpello dialettico fortemente voluto da Giorgia Meloni. E così, nel “comunicato social” rilanciato nella tarda serata di giovedì a seguito dei vari incontri di Bruxelles, ancora una volta sono i profili ufficiali della Presidenza del Consiglio a palesare l’incoerenza di tutto ciò.

Palazzo Chigi cade ancora nell’errore “Il Presidente, la Presidente”

Già nel giorno delle dichiarazioni programmatiche e del voto di fiducia al Senato, i canali social di Palazzo Chigi erano caduti nell’errore (poi “corretto”): “Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuto…“. E giovedì sera, ecco che l’incoerenza si palesa nella presentazione del riassunto degli incontri istituzionali in quel di Bruxelles, il primo viaggio all’estero di Giorgia Meloni dopo la nomina a Presidente del Consiglio dei Ministri.

“Il Presidente Giorgia Meloni ha incontrato a Bruxelles la Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel”.

Dunque, il Presidente (al maschile) del consiglio italiano – che è una donna -, ha incontrato la Presidente del Parlamento Europeo (che è una donna) e la Presidente della Commissione UE (che è una donna). Oltre al colloquio con il Presidente del Consiglio Europeo (uomo). E il cortocircuito, dunque, diventa inevitabile. La scelta dell’appellativo maschile, dunque, non è più rivolta all’istituzione – Presidente del Consiglio -, altrimenti sarebbe stata replicata anche per “appellare” Roberta Metsola e Ursula von der Leyen. D’altronde, la lingua italiana (e non solo) è fantastica per la possibilità di offrire diverse sfaccettature anche in base al genere di riferimento. E questo, oggi ancor di più, è sempre più lampante.