Economia

Il piano a sorpresa di Varoufakis

Il Wall Street Journal scrive che Yanis Varoufakis ha fatto uno scherzetto all’Europa. Il piano presentato dal ministro delle finanze greco ha lasciato i funzionari coinvolti nei colloqui tra la Grecia e i suoi creditori internazionali «sconcertati». Il motivo? Il piano diverge molto da quanto era stato discusso nei colloqui tecnici di Bruxelles nei giorni scorsi: «Varoufakis sta di fatto ostacolando il progresso verso un accordo», dicono i funzionari secondo il WSJ.
 
IL PIANO A SORPRESA DI VAROUFAKIS

Il documento di trentasei pagine, intitolato: «La ripresa greca: una proposta» è stato presentato da Varoufakis al ministro dell’economia francese e a Pier Carlo Padoan, oltre che ai rappresentanti della commissione durante il tour di questa settimana nelle capitali europee. Il ministro delle Finanze greco si è detto certo che entro fine mese verrà raggiunto un accordo con i creditori (Ue, Bce e Fmi) che consenta l’avvio di un nuovo piano di aiuti ma non si aspetta che l’intesa possa essere chiusa durante l’Eurogruppo di lunedì prossimo. “Il vertice sarà un passaggio importante, speriamo, verso il periodo che seguirà il completamento dell’attuale programma di prestiti dopo giugno 2015, che siamo sicuri segnerà un periodo di ripresa e il ritorno della Grecia alla crescita in un’Eurozona consolidata”, ha dichiarato Varoufakis conversando con i giornalisti a Madrid, dove ha incontrato il suo omologo spagnolo Luis De Guindos, senza spendere una parola sul documento di 36 pagine. Ufficialmente però nessuno si lamenta: «C’è un significativo avvicinamento delle posizioni ma non c’è un accordo finale su nessuno dei dossier. Ma se questo trend continua, raggiungeremo un’intesa», fanno sapere le fonti europee nella giornata di oggi, spiegando che la data limite per un accordo tra tecnici è la prima settimana di giugno. Le fonti spiegano che “l’organizzazione e la struttura dei negoziati sono migliorati, ma siamo ancora lontani da un accordo in vista”. Per questo all’Eurogruppo “lunedì non ci sarà alcuna conclusione finale, ma i ministri prenderanno atto del miglioramento delle trattative e inviteranno ad andare avanti”. Per quanto riguarda la questione della liquidità, le fonti sono fiduciose che “i pagamenti al Fmi saranno effettuati facilmente”. Sulla sostanza dei negoziati, vi sono progressi ma non sufficienti. Ad esempio, “c’è ancora la discussione sull’Iva che è un tema molto importante per completare la ‘review'”, perché le istituzioni vorrebbero che venisse uniformata in tutto il Paese e che le esenzioni alle isole venissero abolite.
 
DATECI 150 MILIARDI DI EURO PER LA GUERRA
Secondo il WSJ i disaccordi si concentrano sui tagli al sistema delle pensioni e le modifiche sulla flessibilità dei licenziamenti nel mercato del lavoro: qui le posizioni divergono ancora di molto. Nel documento alcune delle riforme, come la creazione di un tax commissioner indipendente dall’esecutivo, sono quelle concordate, ma altre proposte se ne discostano in modo significativo: «Non vi è quasi nessuna connessione tra il suo progetto e i negoziati in corso. Il suo sembra il programma di un paese che non ha alcun problema di finanziamento, ma che ambisce a diventare una meta turistica per il mondo intero», dice un funzionario dell’UE al WSJ. E sulla bad bank che dovrebbe ospitare i crediti inesigibili di privati e imprese greche, non c’è nemmeno una riga: il finanziamento della bad bank non è nemmeno trattato. Il documento stima una minore crescita della Grecia (0,1% nel 2015, al di sotto dello 0,5% previsto dalla commissione) sia per quest’anno che per il prossimo. E, sempre secondo il quotidiano economico americano, il piano si discosta anche dalla linea di Tsipras.  Intanto Manolis Glezos, classe 1922, eroe della resistenza greca, eurodeputato di Syriza, e il politico col maggior numero di preferenze alle europee, è andato a Berlino per martellare su una sua vecchia battaglia: gli indennizzi per le devastazioni naziste e il prestito forzoso mai saldato. Da anni lotta per la causa e oggi, nei 70 anni della capitolazione tedesca, ha incontrato la stampa estera e presentato il conto a Berlino, documentato nel suo libro: “E se anche fosse un solo marco…”;  tradotti in euro, quelli calcolati dalla Conferenza di Parigi del 1946, ammontano a 108 miliardi senza interessi. Poi c’è il prestito forzoso preteso dai nazisti dalla banca nazionale greca, calcolato in 54 miliardi di euro, pure senza interessi. Altri oneri riguardano lo Stato – saccheggi e ruberie del patrimonio artistico – e altri ancora i danni subiti da privati e mai indennizzati: le vittime del nazismo.