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Il Grande Complotto dello Ius Soli

Oggi l’aula della Camera ha approvato con 310 voti a favore, 66 contrari e 83 astenuti il ddl cittadinanza. Al momento dell’approvazione ci sono stati applausi provenienti dai banchi del Pd e della maggioranza. La nuova legge passa ora all’esame del Senato, e ovviamente non sarà approvata in forma definitiva fino a quando non riceverà voto positivo sullo stesso testo da entrambe le camere. Siamo quindi lontanucci ancora dall’eventuale approvazione definitiva, eppure
 

Il Grande Complotto dello Ius Soli

“Svendete il Paese per milioni di voti”, “La cittadinanza non si regala”: sono i cartelli che i deputati della Lega Nord hanno esposto nell’aula della Camera per dire no al ddl cittadinanza per cui è previsto oggi il voto finale. A intervenire per il Carroccio il deputato Cristian Invernizzi secondo il quale “regalare la cittadinanza a chi non la chiede, a chi nasce da genitore residente in Italia da soli cinque anni, è assurdo. Non sappiamo se questi cittadini si daranno da fare per la comunità o se come è accaduto in Francia saranno a fare l’attentato a Charlie Hebdo. Erano cittadini francesi ma evidentemente non condividevano i principi della comunità”.  Il deputato leghista Cristian Invernizzi ha attaccato il ddl cittadinanza spiegando che “non lo vogliamo noi un cittadino italiano che crede nella Sharìa”. “Lo dobbiamo rimandare al suo paese – ha aggiunto -, in Ue abbiamo bisogno di tutto tranne che di cittadini di questo tipo”. Insomma, la tesi della Lega è profondamente cambiata. Dopo gli attentati in Francia infatti i leghisti se la presero con l’accoglienza a tutti i costi, dicendo che a questo si arriva a causa dei pericoli derivati dall’ospitare gli immigrati. Oggi si sono finalmente accorti che a compiere gli attentati di Parigi sono stati cittadini francesi, e quindi inasprire le norme contro gli extracomunitari non sarebbe servito proprio a niente. Un robusto passo avanti, che presto – ne siamo sicuri tutti – verrà accompagnato dal ritiro di quelle dichiarazione e dalla scuse a chi hanno offeso senza motivo. Ciò premesso, la teoria del complotto della Lega si è oggi arricchita di un nuovo capitolo: riecheggiando il piano Kalergi, bufala salviana doc, ora la Lega accusa i suoi avversari di “svendere il paese per milioni di voti”, ovvero di aver concesso la cittadinanza perché poi così guadagnerebbero voti. Una posizione quantomeno fantasiosa. Se non altro perché il tempo che passa tra la domanda e l’acquisizione della cittadinanza non permette certo una fruizione immediata del presunto favore: e siccome ci vuole del tempo, questo non può che escludere da sospetti la politica italiana, di solito completamente incapace di guardare a un futuro più lontano di domani mattina. Figuratevi cinque anni. Una sciocchezza vera e propria è invece l’accusa di aver “regalato la cittadinanza a chi non la chiede”, visto che la procedura si attiva invece proprio su richiesta.
 

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L’approvazione dello Ius Soli alla Camera

Come funziona lo Ius Soli temperato

Come funzionano lo Ius soli temperato e lo ius culturae secondo la legge finora approvata da una sola delle due camere? In base alle nuove regole acquista la cittadinanza per nascita chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo. Per ottenere la cittadinanza c’è bisogno di una dichiarazione di volontà espressa da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore, entro il compimento della maggiore età. Se il genitore non ha reso tale dichiarazione, l’interessato può fare richiesta di acquisto della cittadinanza entro due anni dal raggiungimento della maggiore età. In ragione della nuova legge, il termine per la dichiarazione di acquisto della cittadinanza viene aumentato da uno a due anni dal raggiungimento della maggiore età. In base allo Ius culturae, invece, può ottenere la cittadinanza il minore straniero, che sia nato in Italia o sia entrato nel nostro paese entro il compimento del dodicesimo anno di età, che abbia frequentato regolarmente, per almeno cinque anni nel territorio nazionale uno o più cicli presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale triennali o quadriennali idonei al conseguimento di una qualifica professionale. Nel caso in cui la frequenza riguardi il corso di istruzione primaria, è necessaria la conclusione positiva di tale corso. La richiesta va fatta dal genitore, cui è richiesta la residenza legale, oppure dall’interessato entro due anni dal raggiungimento della maggiore età. Le nuove norme si applicheranno anche ai 127mila stranieri in possesso dei nuovi requisiti ma che abbiano superato, al momento di approvazione della legge, il limite di età dei 20 anni per farne richiesta. Il ministero dell’Interno avrà sei mesi di tempo per rilasciare il nulla osta.
 

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