Economia

«Il fisco potrà usare la lista Falciani»

Il Corriere della Sera parla oggi della decisione della Cassazione di permettere al fisco di utilizzare i dati della lista di Hervé Falciani, ovvero la lista di persone ed enti con conti presso la banca svizzera HSBC:

Falciani sottrasse illegalmente i dati alla banca svizzera, tanto che è sotto processo a Ginevra per questo. Ma l’ordinanza sostiene che «sono utilizzabili nel contraddittorio con il contribuente i dati bancari acquisiti dal dipendente infedele di un istituto bancario, senza che assuma rilievo l’eventuale reato commesso dal dipendente stesso e la violazione del diritto alla riservatezza dei dati bancari (che non gode di tutela nei confronti del Fisco)». La decisione rovescia varie decisioni di commissioni tributarie provinciali e regionali e ha effetti immediati non solo nel procedimento da cui è nato ma in tutti quelli ancora pendenti basati sulla lista Falciani. Sono circa 7.500 i clienti italiani con conti aperti presso la Hsbc Private Bank in Svizzera,con circa 7,4 miliardi depositati.Dalla lista la Finanza ha avviato 3.276 interventi ispettivi contestando 750 milioni di imposte non dichiarate.

La classifica dei paesi con più clienti nella lista Falciani e di quelli con i conti correnti più danarosi (fonte: Icij,org)
La classifica dei paesi con più clienti nella lista Falciani e di quelli con i conti correnti più danarosi (fonte: Icij,org)

Della decisione si agevolerà anche l‘inchiesta penale in corso a Torino, la prima Procura italiana che riuscì nel 2010 ad ottenere i dati. L’inchiesta affidata al procuratore aggiunto Alberto Perduca è stata ulteriormente alimentata dalla cosiddetta «seconda» lista Falciani, ovvero dai nuovi dati arrivati dalla Spagna nel 2014 frutto di una rielaborazione del materiale copiato da Falciani tra il 2006 e il 2008. Ma già nel 2013 la Cassazione aveva consentito l’utilizzabilità dei documenti, ancorché acquisiti illegalmente, come spunto di indagine penale, al pari delle lettere anonime. C’è un ulteriore effetto positivo per il Fisco italiano, sottolinea l’avvocato Asa Peronace, che ha assistito il contribuente — un giocatore professionista di poker — dal cui procedimento è scaturita l’ordinanza di ieri: «Il principio di diritto fissato dalla Cassazione spinge inevitabilmente chi ha soldi all’estero a ricorrere alla voluntary disclosure», cioè la denuncia volontaria dei capitali occultati all’estero pagando le tasse ma evitando il reato.

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