Opinioni

Il Fatto querela Dagospia per il prestito da 2,5 milioni “garantito da Conte”

Nei giorni scorsi abbiamo parlato delle accuse alla società editoriale del Fatto Quotidiano su un prestito da 2,5 milioni ricevuto da Unicredit con la garanzia del governo Conte, circostanza smentita dall’amministratrice del gruppo Cinzia Monteverdi. Oggi lei torna a smentire la circostanza rispondendo alla missiva di un lettore annunciando anche una querela per Dagospia:

Con molto rammarico ci tocca ancora una volta rispondere al sito Dagospia & C. È ormai chiaro che l’intento di infangare il Fatto Quotidiano e Marco Travaglio prescinde dalla realtà delle azioni della Società Editoriale Il Fatto. Da giorni continuiamo a leggere che il Fatto ha chiesto e ottenuto un finanziamento pubblico. Notizia che abbiamo già smentito. Adesso ci tocca leggere che siamo dei bugiardi perché il finanziamento bancario ha garanzia statale. Il finanziamento richiesto e ottenuto da SEIF è stato erogato da Unicredit. La garanzia sottostante è del Mediocredito Centrale come tutti i finanziamenti della legge del 1996, che nella sostanza non è stata modificata.

E non abbiamo richiesto alcun finanziamento diretto allo Stato, tantomeno per danni o impatti causati dal Covid; e, siccome non abbiamo alcuna intenzione di fallire, il Mediocredito Centrale non verserà nulla né tantomeno i cittadini. Se però si vuole continuare a sostenere, non avendo altro di interessante da pubblicare, che abbiamo chiesto soldi allo Stato, non ci rimane che ripetere: ci vediamo in tribunale.

il fatto prestito garantito conte

Tra i giornali andati all’attacco del Fatto c’è anche il Tempo di Franco Bechis:

Anche il Fatto Quotidiano di Marco Travaglio si finanzia con i prestiti garantiti dallo Stato e varati con il decreto Liquidità di Giuseppe Conte. La società editrice del Fatto, la Seif, ha infatti sottoscritto un finanziamento di 2,5 milioni di euro con un decreto con garanzia al 90% dal Fondo Centrale di Garanzia. La somma andrà restituita in sessanta mesi. Il finanziamento, spiega la società in una nota, “sosterrà il progetto di sviluppo industriale” del quotidiano. In una prima nota era stato spiegato che il finanziamento sarebbe stato garantito da Cassa Depositi e Prestiti, e quindi teoricamente non sarebbe stato legato direttamente al decreto Liquidità. Poi, però, è arrivata la rettifica. I soldi che arriveranno nelle casse di Travaglio e soci saranno proprio quelli garantiti attraverso il provvedimento del governo. Che, quindi, pur non volendolo, finirà col dare una mano a un giornale “amico”. Quando si dice la fortuna…

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