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Il disastro di Michetti è il preludio di come sarebbe avere Giorgia Meloni al governo?

Le candidature paradossali (Francesca Benevento e non solo), le alleanze con CasaPound, le fughe dai confronti pubblici con gli altri candidati. Questo il ruolino di marcia del candidato del Centrodestra a Roma

Michetti

Giorgia Meloni ha deciso di indossare le vesti da “guida turistica” per guidare Enrico Michetti nelle sue “uscite” nella capitale. Lo ha fatto ieri e nei giorni scorsi, affiancando il candidato sindaco del Centrodestra a Roma durante alcune visite per le strade e in alcuni luoghi della città. Ma se il buongiorno si vede dal mattino, i prodromi di questo rapporto politico sembrano essere l’estensione di un eventuale presenza della leader di Fratelli d’Italia in un futuro governo a trazione destrorsa. Perché tra gaffe, candidati impresentabili in suo sostegno e fughe dai confronti pubblici con gli altri che con-corrono al Campidoglio, il mattino non sembra avere l’oro in bocca.

Michetti: dagli “impresentabili” alle fughe, seguendo Giorgia Meloni

Gli ultimi sondaggi danno Enrico Michetti in testa, seguito dal candidato del Centrosinistra Gualtieri, da Calenda e da Raggi. Al momento, dunque, il Centrodestra sembra essere l’unica coalizione certa di arrivare al ballottaggio per la capitale, come evidenziato dall’ultima rilevazione di SWG per La7.

Numeri che avranno un riscontro concreto solamente alle urne che saranno aperte il prossimi 3 e 4 ottobre. In attesa di conoscere il reale pensiero dei cittadini capitolini, appare evidente come la campagna elettorale di Enrico Michetti stia facendo acqua da tutte le parti. Il caso di Francesca Benevento – l’ex pentastellata candidata in suo sostegno che sui social ha condiviso una marea di bufale complottiste sul Covid e sul vaccino – è solo la punta dell’iceberg. E non solo per il suo inserimento in lista, ma anche per quanto accaduto dopo lo scoppio della polemica. Da una parte il candidato di Salvini-Meloni-Berlusconi (o Tajani, fate vobis) che dice di dissociarsi ma di non essere riuscito a contattarla; dall’altra l’ex M5S che sostiene di non aver ricevuto alcuna telefonata. Nel mezzo la situazione è in fase di stallo: Michetti si è dissociato, ma ancora non ha preso una posizione sul nome di Francesca Benevento in lista.

A tutto ciò si aggiunge anche l’appoggio della destra, quella estrema a Roma. Alessandro Calvo, Alessandro Aguzzetti e Simone Montagna si sono candidati nelle liste municipali della Lega per sostenere la candidatura a sindaco della capitale di Enrico Michetti. Di chi si tratta? La risposta è molto semplice: sono tre militanti di CasaPound. E anche qui, come accaduto con Francesca Benevento, la situazione appare paradossale.

Le fughe dal confronto

Ma il quadro disastroso non è ancora completo. Se il capitolo candidature non bastasse, Enrico Michetti continua a fuggire dai confronti degli altri candidati. Per il momento, infatti, il candidato di FdI-Lega-FI ha partecipato solamente a un incontro che risale a qualche mese fa. E lì ha parlato solo della maestosa magnificenza della storia di Roma (partendo dagli antichi e fermandosi agli antichi). Poi nulla più. Ieri, infatti, era previsto un evento organizzato da Fit Cisl Lazio con tutti i candidati al Campidoglio. Ma lui non è andato, celandosi dietro a un’agenda fitta di impegni (in questo caso l’incontro con alcuni dipendenti Atac). Sempre in compagna della “guida turistica” Giorgia Meloni. E Michetti nicchia anche sulla possibilità di un confronto televisivo con gli altri. Una fuga per la vittoria? Forse.

(foto: da Instagram)