Politica

Il dietrofront di Renzi e Italia Viva sulla prescrizione

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Ieri Matteo Renzi, intervistato da Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera, aveva detto che Italia Viva avrebbe votato no in Senato sulla mediazione raggiunta da MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico sulla prescrizione. Oggi, fa sapere Goffredo De’ Marchis su Repubblica, Italia Viva ha deciso di dire sì in Aula alla mediazione raggiunta da M5S e PD anche se Renzi è determinato a presentare una legge che la cambi in Aula.

Primo tempo: Renzi nell’angolo. Italia Viva voterà la fiducia al decreto Milleproroghe nel quale verrà inserita la nuova norma sulla prescrizione voluta da Pd, M5S e Leu. Se l’emendamento sarà tecnicamente impeccabile può anche annullare il lodo Annibali (deputata di Iv) e il disegno di legge del forzista Costa che va alla Camera il 24 febbraio. Sembra scacco matto. Accompagnato dalla ritirata renziana per evitare la caduta del governo.

Secondo tempo: Renzi esce dall’angolo. Un minuto dopo l’entrata in vigore del compromesso firmato Conte, il senatore di Firenze presenterà una proposta di legge (di cui sarà il primo firmatario) per spazzarlo via e tornare alla legge di Andrea Orlando sulla prescrizione. «Vediamo come si comporterà il Partito democratico e se al Senato hanno i numeri per bocciarla», dice l’ex premier ai fedelissimi annunciando dunque la riscossa dopo l’arretramento strategico.

italia viva prescrizione

Secondo Repubblica il testo verrebbe discusso a marzo-aprile in piena campagna elettorale per le regionali.

Può diventare potenzialmente dirompente per gli equilibri del centrosinistra. Il mantra di Renzi non cambia: «Stanno solo spostando il problema in avanti di qualche settimana. Ma prima o poi esplode». Dario Franceschini annusa l’aria e con i colleghi dem ormai parla di navigazione a vista, di fibrillazione permanente legata a Renzi e al caos dei grillini. Superare il nodo della prescrizione sarà solo il primo di una serie di ostacoli. Si vive alla giornata. Un guaio alla volta. Gli uffici sono al lavoro per mettere nero su bianco la mediazione raggiunta dal governo con il dissenso di Italia Viva.

La realtà è che quando si discutono i disegni di legge lo decide la maggioranza di governo.

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