Politica

I 17 impresentabili «nascosti» in Commissione Antimafia

Quattro dalla Puglia e tredici dalla Campania: sarebbero in totale 17 gli impresentabili presentati nelle liste dei partiti alle elezioni regionali del 31 maggio. Ma se per la Puglia i nomi sono ufficiali dopo un comunicato della Commissione Antimafia arrivato dopo le polemiche di ieri, per gli altri c’è ancora da andarci con i piedi di piombo. Perché nonostante le liste siano state presentate da mesi e le elezioni si svolgano domenica, in tutto questo tempo l’organo presieduto da Rosi Bindi non è riuscito a completare le liste. E così per la comunicazione ufficiale e definitiva si dovrà attendere venerdì, ovvero il giorno prima del silenzio elettorale, per conoscere tutti i nomi. Non solo: la Commissione, per ragioni di tempo, non ha analizzato le liste dei mille comuni in cui si vota domenica, rendendo il suo lavoro così monco e lacunoso già in partenza.
 
I 17 IMPRESENTABILI NASCOSTI IN COMMISSIONE ANTIMAFIA
Gli altri tre sono di area centrodestra: due appoggiano il candidato fittiano Francesco Schitulli, ex presidente della provincia di Bari, uno Adriana Poli-Bortone candidata di Forza Italia. Con Schittulli ci sono Enzo Palmisano (circoscrizione Brindisi), medico accusato di voto di scambio (anche se poi il procedimento era stato prescritto) e Massimiliano Oggiano (lista “Oltre” Circoscrizione Brindisi) commercialista, anche per lui accuse di voto di scambio. È in lista con Poli-Bortone invece Giovanni Copertino, (Forza Italia Circoscrizione Bari) ufficiale del Corpo forestale in congedo, accusato di voto di scambio (prescritto). Una richiesta che somiglia più a un pio desiderio: la lista non è vincolante e la citazione non prevede alcun tipo di sanzione, mentre il ritiro delle liste è ormai impossibile. L’unica sanzione possibile per la legge è quella politica, ovvero il voto degli elettori. Che però non saranno certo informati tutti in tempo della presenza in lista degli impresentabili, cosa che invece sarebbe avvenuta se la lista fosse stata presentata prima delle elezioni. In più c’è da mettere in conto la reazione degli altri candidati: “Per amore della verità intendo precisare che: Massimiliano Oggiano, candidato a Brindisi, è stato assolto in primo grado dai reati ai quali fa riferimento la Commissione Antimafia; Enzo Palmisano, sempre candidato a Brindisi, è stato assolto, per i reati che attengono alla Commissione Antimafia, perché il fatto non sussiste, per un altro reato (falso ideologico) non attinente alla suddetta Commissione, benché prescritto, ha comunque fatto ricorso in Cassazione”, afferma il candidato presidente alla Regione Puglia Francesco Schittulli (Oltre con Fitto, Ncd-Ap, FdI) a proposito delle notizie sulla lista degli ‘impresentabili’ stilata dall’Antimafia nella quale vi sono due candidati nella coalizione di Schittulli. “E allora – aggiunge – la domanda che mi pongo e rimando a una riflessione comune di fronte ad un’assoluzione piena da parte di un Tribunale, per la Commissione Antimafia si è candidati ‘impresentabili’ perché l’accusa fa opposizione alla sentenza? E la presunzione di innocenza sancita dalla nostra Costituzione che fine ha fatto?”. “Già nei giorni scorsi – afferma ancora – sono stati sbattuti in prima pagina, come fossero mostri, candidati che oggi sono totalmente fuori da una simile lista, ma nel frattempo si è danneggiata la loro immagine personale e politica. Oggi lo stillicidio di fughe assurde di notizie continua ed ecco che vengono fuori altri nomi, due dei quali vengono collegati alla mia coalizione”. Tacciono invece il quarto ‘impresentabile’, Giovanni Copertino (Forza Italia, circoscrizione Bari), politico democristiano di lungo corso, e la candidata presidente da lui sostenuta, Adriana Poli Bortone (Fi, Noi con Salvini). Copertino è stato più volte consigliere regionale, presidente della giunta e assessore nella giunta Fitto. Nei suoi confronti, rende noto l’Antimafia, pende il procedimento per corruzione aggravata e altro, conclusosi con sentenza del 14 febbraio 2011, in cui veniva dichiarata la prescrizione. Contro tale sentenza pende la fase di appello.
 
E I TREDICI IN CAMPANIA?
In Campania i nomi sono invece avvolti dal buio più pesto. Ufficiosamente si parla di tredici nomi, ma non è stato ancora completato lo screening nelle procure e nei tribunali e quindi il numero non è ancora definitivo. Repubblica oggi ne fa qualcuno:

L’unico nome campano che compare per certo nell’elenco è quello di Antonio Scalzone, rinviato a giudizio per reati associativi e candidato nella circoscrizione di Caserta nella lista “Popolari per l’Italia” che sostiene Caldoro. Scalzone, travolto dalle polemiche, aveva già scelto di ritirarsi «per evitare ogni strumentalizzazione e consapevole della mia innocenza:voglio dare l’esempio». Altri nomi in attesa dell’ultimo responso in Antimafia (potrebbero anche non comparire nell’elenco definitivo) sono quelli di Tommaso Barbato, ex Udeur (ora con De Luca), che sarebbe indagato per voto di scambio.
All’attenzione della commissione sarebbe passato anche Antonio Amente, ex sindaco di Melito, proveniente dalle fila di Forza Italia, ora nella lista “Campania in rete” che sostiene De Luca. Il suo nome era comparso in una indagine del 2011 insieme ad altri 28 indagati, chiamati in causa da alcuni pentiti. Ma della sua posizione attuale nell’indagine non ci sono notizie certe.
Risulta assolto dalla Cassazione perché il fatto non costituisce reato il vicepresidente del Consiglio regionale Biagio Iacolare, Udc (sostiene De Luca) finito qualche mese fa nel mirino della Dda di Napoli nell’ambito di un’inchiesta che vede coinvolti,tra gli altri, i titolari e fondatori della Sime costruzioni, attualmente in carcere in quanto ritenuti affiliati al clan Polverino. Altro nome discusso, Enricomaria Natale (Campania in Rete per De Luca). Natale, di Casal di Principe,è uno dei nomi più discussi. Roberto Saviano ha ricordato levicende giudiziarie del padre, un presunto prestanome del clan Schiavone. «Ho rotto col centrodestra di Cosentino nel 2010 e i miei familiari hanno chiarito tutto», dice Natale.

La lista degli impresentabili è stato redatta con l’ausilio di quattro consulenti e, importante, non è vincolante ai fini delle candidature. Visto il punto, sarebbe stato importantissimo avere la lista per tempo, anche per fare in modo che le informazioni sui candidati impresentabili giungessero a tutti i cittadini. Per questo invece sono stati posticipati a venerdì. Il testo in base al quale è stata redatta la lista è il codice di autoregolamentazione dei partiti e delle formazioni politiche che prevede la non candidabilità per chi è stato rinviato a giudizio per i reati di stampo mafioso (416 bis del codice penale) e per i cosiddetti reati spia: racket, usura, riciclaggio, traffico di esseri umani, traffico di rifiuti, ma non falso in bilancio. Il testo è stato approvato all’unanimità in commissione a settembre, e invita i partiti a non candidare “soggetti che risultano coinvolti in reati di criminalità organizzata, contro la Pubblica amministrazione, di estorsione e usura, di traffico di sostanze stupefacenti, di traffico illecito di rifiuti” e in altre “gravi condotte”, come le definisce il testo. La commissione ha chiesto l’elenco dei candidati a tutte le prefetture, poi li ha incrociati con i dati su rinvii a giudizio e carichi penali pendenti, grazie ai magistrati e agli ufficiali di collegamento con i corpi dello Stato. Sono stati indicati i candidati sottoposti a misure di prevenzione, rinviati a giudizio o condannati in primo grado per reati gravi, che vanno dall’associazione mafiosa all’estorsione.