La macchina del funky

I 110 deputati DEM contro l'Italicum

bersani d'alema pisapia

Sono 110 i deputati democratici contrari all’Italicum così concepito da Matteo Renzi, e che potrebbero quindi votare no alla riforma della legge elettorale. Il numero è ovviamente frutto di un conteggio “largo”, visto che probabilmente alla fine saranno molte le defezioni rispetto a questo blocco. Scrive Giovanna Casadio su Repubblica:

Un terzo del gruppo dem contesta la legge elettorale, seppure con varie sfumature di dissenso. Si sa che il “pallino” è in mano alla corrente “Area riformista”, la più numerosa della sinistra dem,con un’ottantina di deputati, e che ha in Roberto Speranza il suo leader. Speranza, che è capogruppo a Montecitorio, è stato il delfino di Bersani. Fu lui a volerlo coordinatore del comitato per le primarie del 2012, chiamandolo da Potenza dove era stato assessore e poi segretario regionale del Pd. Prima di tornare a casa per le feste, Speranza pensava a un documento sulle riforme. Un tentativo di mediazione per tenere insieme la “blindatura” di Renzi sull’Italicum e lo spiraglio di cambiamento sulla riforma del Senato.
Potrebbe bastare alla sinistra dem incassare qualcosa sul fronte Senato delle autonomie per digerire l’Italicum? A Rosy Bindi e ai bindiani come Margherita Miotto e Franco Monaco, certamente no. Neppure a Stefano Fassina. Scettico e prudente sulle cifre del dissenso, visto che neppure sul Jobs Act – ricostruisce – la sinistra è stata in grado di fermare Renzi, Fassina prevede una riunione di tutte le minoranze al più presto, sicuramente prima di quella del gruppo parlamentare che è slittata al 15 aprile. Per lui – che nel gennaio del 2014 si dimise da vice ministro all’Economia dopo quel “Fassina, chi?” con cui il leader del Pd tentò di ignorarlo – «essere conseguenti» è tutto. «La sorte del dissenso è incerta» anche per Pippo Civati.

110 deputati dem anti italicum

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