Politica

Il Gruppo Misto e le sue innumerevoli virtù

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Nella scorsa legislatura era arrivato a essere il terzo raggruppamento alla Camera con 61 deputati; in questa per ora sono 36 gli iscritti al Gruppo Misto a Montecitorio e dieci a Palazzo Madama. Pochi per essere decisivi nella composizione di un governo visto che sia al centrodestra che al MoVimento 5 Stelle mancano molti più parlamentari per ottenere l’eventuale fiducia. E soprattutto ancora molto eterogenei visto che nei 36 della Camera sono compresi i 14 di Liberi e Uguali che non hanno nessun interesse ad aiutare Salvini mentre molti di loro potrebbero essere interessati a partecipare a un governo a guida del M5S. Ci sono poi cinque eletti con il MoVimento 5 Stelle che non sono stati accettati dal gruppo parlamentare, come Salvatore Caiata: le cosiddette (da Luigi Di Maio) “mele marce” che puntualmente non si sono dimessi dopo le elezioni, al contrario di quello che prometteva il leader grillino durante la campagna elettorale. Nel gruppo misto alla Camera sono entrati anche i tre di +Europa che erano passati per l’alleanza con il centrosinistra alle elezioni.

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La composizione del gruppo misto alla Camera e al Senato (Corriere della Sera, 27 marzo 2018)

Al Senato i numeri sono – per ora – minori e la sottocomponente più ampia è ancora quella di Liberi e Uguali: c’è anche Pietro grasso, ex presidente di Palazzo Madama. Anche qui la lotta agli impresentabili ha portato due senatori eletti con il MoVimento 5 Stelle nel gruppo misto: si tratta di Carlo Martelli e Maurizio Buccarella. Tutti insieme in appassionante attesa che accada qualcosa e che la nuova maggioranza, ancora lontana dal formarsi, abbia bisogno di loro.

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