Cultura e scienze

Grillo fa flop? Tanto la Rai ha già pagato i 30mila euro…

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Mario Ajello sul Messaggero oggi torna sulla storia del compenso di 30mila euro che la Rai2 di Carlo Freccero avrebbe dovuto dare alla Marangoni per lo sfruttamento di alcuni dei filmati serviti per costruire “C’è Grillo“, che ieri ha fatto un flop d’ascolti finendo sotto la media di rete e facendo risultare il canale della tv pubblica il peggiore tra i grandi. E ci fa sapere che il compenso è già stato percepito:

Anche se il cammello – cioè il mix dei vecchi filmati di Beppe Grillo – lo hanno visto in pochi su Rai2. E fioccano le battute: «Grillo c’è» (questo il titolo della trasmissione) per 4,3 gatti (questo il misero share). Ma si potrebbe anche dire che l’Elevato è diventato l’Abbassato o l’Inabissato. Per cedere gli spezzoni dei vecchi spettacoli del comico-leader – il cui blog sta perdendo molti punti e gli show in teatro non fanno sempre il pienone – il management di Grillo ha incassato anticipatamente quasi 40mila euro. Ma di solito non si saldano i conti successivamente?

No, alla Rai- dice la Rai saldiamo prima. Sarà. Ma una prima serata vista appena da un milione e 31 mila spettatori è un disastro. E’ sotto la media di rete. Nella sfida pentastellata Di Maio – ospite da Nicola Porro su Mediaset – ha superato il suo mentore. Ma perfino la 9, non una corazzata, con il talent sui forni per le pizze con Gabriele Bonci ha battuto quella«pizza»così lo giudicano i detrattori del blobbone di Grillo voluto da Carlo Freccero, il direttore d’area grillina di Rai2 incurante di chi osservava alla vigilia: «Ma ormai come comico c’è Toninelli. A che cosa serve più Grillo?».

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La Marangoni spettacoli (per conto di Grillo) ha scelto la linea del silenzio. Ma è stato onorato il contratto, che in un primo momento era rimasto in stand-by perché i vertici di viale Mazzini si erano interrogati sull’opportunità di corrispondere un obolo a Grillo considerato che il comico è anche il fondatore del partito di maggioranza del governo gialloverde. Freccero dice che «la cifra spesa è nei costi tradizionali». Ossia nessun esborso particolare.

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