Politica

Il governo Lega-M5S appeso al voto di Bossi

umberto bossi matteo salvini

Il governo Lega-M5S è appeso al voto di Umberto Bossi. Martedì dovrebbe arrivare in Aula al Senato il decreto sicurezza bis, tanto caro alla Lega e vissuto con maldipancia dai soliti cinque senatori del MoVimento 5 Stelle che poi trovano sempre il modo di salvare il governo per salvare sé stessi. Ma nonostante tutto c’è preoccupazione, anche perché, come spiega oggi il Corriere della Sera, il governo potrebbe rimanere appeso a un voto, quello del Senatùr:

Solo due giorni fa la maggioranza ha guadagnato un altro senatore, Emma Pavanelli (M5S), ripescata in Umbria per mancanza di candidati nel collegio vinto in Sicilia. Dopo quest’ultimo aggiornamento il governo gialloverde può contare su 165 voti, 107 del Movimento 5 Stelle, 58 della Lega. Sono appena cinque in più rispetto alla maggioranza necessaria di 160 voti. Una significativa coincidenza. Perché sono almeno cinque i senatori del M5S che potrebbero votare contro o astenersi, a partire da Elena Fattori e Matteo Mantero.

Non solo. Difficile che per la Lega possa partecipare al voto il fondatore Umberto Bossi. Lui vorrebbe, scalpita pure. Ma il gran caldo di questi giorni non dovrebbe consentirgli di scendere a Roma dalla sua Gemonio. Il governo rischia, considerato anche il generale agosto? Oppure è solo pretattica e al voto non ci vuole andare nessuno?

sondaggio pagnoncelli
Il sondaggio di Pagnoncelli sugli elettori e il voto (Corriere della Sera, 3 agosto 2019)

Non è senza significato che anche il sondaggio di Pagnoncelli, dopo quello pubblicato ieri dal Sole 24 Ore, rivela che tutti vogliono le elezioni anticipate tranne i grillini: se i conti del pallottoliere dovessero sfavorirli, anche gli eletti, per il sacro terrore di elezioni anticipate con conseguente fine della festa, troveranno il modo di salvare il governo.

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