Economia

Gli oneri detraibili che il governo vuole tagliare

Un taglio delle agevolazioni fiscali che potrebbe essere già inserito nella manovrina. Con 444 tax expenditures dove si potrebbe incidere per recuperare qualche soldo per la manovra che il governo Gentiloni si appresta a variare dopo gli squilibri di bilancio certificati dall’Unione Europea. E nel mirino, racconta oggi Repubblica, ci sono gli oneri detraibili. L’Italia è il Paese che, dopo l’Austria, ha il peso maggiore di sconti fiscali rispetto al Pil e, come ha segnalato la Corte dei Conti, da quando si parla del taglio ad oggi, detrazioni e deduzioni invece di diminuire sono aumentate di 33 fattispecie. Il Rapporto sulle tax expenditures, citato dal Pnr, ha individuato 444 detrazioni e deduzioni fiscali: si va dalle 111 riferite a politiche economiche, alle 59 per la competitività delle imprese, alle 51 per diritti sociali e fa miglia, fino alle 49 relative alle politiche del lavoro.

Le tre ipotesi in campo scartano tutte le detrazioni legate al lavoro, alla famiglia e al Welfare: la risoluzione parlamentare al Def dello scorso anno pone infatti paletti ben precisi. Resta tuttavia la possibilità di intervenire ancora su una platea molto ampia di sconti che potrebbe consentire di recuperare, in un primo momento, qualche centinaio di milioni. Sarebbe stata accantonata l’ipotesi di azzerare questa o quella detrazione-deduzione perché utilizzata da pochi soggetti (meno di 300-500 mila) perché scatenerebbe scontri con singole categorie e, alla fine genererebbe scarsi risparmi.
Si pensa invece ad interventi “lineari” su tutta la platea delle agevolazioni che attualmente prevedono che si possa detrarre il 19 per cento della spesa sostenuta fino ad un limite massimo che varia per ciascuna agevolazione. In questa lista ci sono gli oneri detraibili per mutui casa, assicurazioni vita, spese per i corsi di istruzione, per le spese funebri, per la palestra dei figli, per il veterinario ecc. L’ipotesi è quella di ridurre la detraibilità dal 19 al 18-18,5 per cento. L’altra opzione su cui si lavora è più articolata: si tratterebbe di porre un tetto massimo, o “cap”, al reddito all’interno del quale deve stare l’intero ammontare delle detrazioni fiscali percepite dal contribuente. Il tetto potrebbe essere dal 2 al 5 per cento e ciascun contribuente avrebbe libertà su come utilizzare il proprio plafond di detrazioni.

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Gli oneri detraibili che il governo vuole tagliare (La Repubblica, 3 aprile 2017)

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