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Gli antivax che scambiano una manifestazione a Varsavia con quella contro i vaccini a Roma

antivaccinisti manifestazione roma

Volete sapere perché i TG e i giornali hanno censurato la manifestazione anti vaccini di Roma del 22 luglio? Non solo perché hanno paura del popolo o perché sono pagati dalle case farmaceutiche. Ma perché a quella manifestazione contro il DL Lorenzin sulle vaccinazioni obbligatorie ha preso parte una folla oceanica.
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In confronto i “40mila di Pesaro” non sono nulla. Centinaia di migliaia di persone che sono andati sotto il palazzo del governo a protestare contro una legge liberticida. E nessuno se ne è accorto per colpa delle televisioni e dei giornalisti servi. O meglio, nessuno se ne è accorto perché quella del video che gira all’impazzata tra gli anti-vax italiani non è stato girato in Italia ma in Polonia, precisamente a Varsavia.

Lo si evince semplicemente dal fatto che nel video si vede un’enorme bandiera polacca. Si tratta infatti della manifestazione contro la riforma della corte costituzionale portata avanti dal governo di Varsavia in questi giorni. Il palazzo davanti al quale manifestano gli attivisti polacchi non è uno del “governo italiano” ma quello della Corte Suprema polacca.
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In molti hanno condiviso senza accorgersene, sicuri che quella sia davvero la manifestazione di Roma. Probabilmente sono così informati che nemmeno hanno bisogno di guardare il video.
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Altri però se ne sono accorti. Ma non è un problema, perché il video è lo spunto per riflettere su quanto in Italia le cose stiano andando male. Da mesi infatti nei gruppi degli antivaccinisti vengono avanzate proposte per far cadere questo governo non eletto dal popolo con una grande manifestazione popolare. I numeri dei no-vax non sono sufficienti e quindi si discute della possibilità di allearsi con tutti quelli “danneggiati dal Governo”, dagli esodati ai disoccupati fino a tutti gli incazzati in genere. Cosa che ovviamente non succederà mai. Ma sognare la rivoluzione non costa nulla, specie se lo si fa dalla propria poltrona con il cellulare in mano.

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