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Valditara: un sovranista a capo dell’università italiana

giuseppe valditara sovranismo 1

Giuseppe Valditara sarà il capo dell’università italiana. Ex senatore di Alleanza Nazionale, relatore della legge Gelmini sugli atenei e professore di diritto romano all’università di Torino, Valditara è stato scelto dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti per ricoprire il ruolo di responsabile del Dipartimento Università del ministero dell’Istruzione, anche se il suo nome non è piaciuto al sottosegretario all’Istruzione Lorenzo Fioramonti.

Valditara: un sovranista a capo dell’università italiana

Valditara ha in comune con Marcello Foa, di nuovo scelto come presidente della RAI in attesa del voto della Commissione di Vigilanza, la posizione politica sovranista, di recente ribadita nel libro “Sovranismo – Una speranza per la democrazia”, arricchito proprio da una postfazione di Marcello Foa. Valditara, ex finiano, aveva aderito a Futuro e Libertà per l’Italia, il partito dell’ex segretario di AN. Poi, dopo la delusione per i risultati del partito alle elezioni, la svolta salviniana: nel 2015 diventa direttore scientifico della rivista Logos che si dichiara vicina alle posizione della Lega Nord e di Salvini. In comune con la Lega Valditara aveva già il fatto di essere stato allievo di Gianfranco Miglio, già ideologo della Lega bossiana prima di cadere in disgrazia e finire recuperato dal Senatùr da morto.

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La sua nomina non è ancora ufficiale ma Corrado Zunino su Repubblica ha già raccontato un gustoso retroscena sulla presunta opposizione del MoVimento 5 Stelle alla candidatura, che non avrebbe trovato neppure troppa ostilità presso Fioramonti:

A Fioramonti, già docente di Scienze politiche all’Università di Pretoria, Valditara non piace, non piace soprattutto ciò che rappresenta: “All’università serve una persona che dentro abbia il segno del cambiamento e un profilo internazionale”, ha detto a “Repubblica”. Oggi però, all’angolo su questa nomina a un passo dalla formalizzazione, Fioramonti si limita a dire: “Io non so nulla”.

La scelta del responsabile dell’università italiana avrebbe dovuto passare per i suoi uffici, ma lo scorso 13 settembre c’è stato un accordo in Consiglio dei ministri: il sottosegretario Fioramonti, promosso in quella sede viceministro, ha ottenuto la delega all’università e alla ricerca, che attendeva da tre mesi e mezzo, e ha inghiottito il boccone Valditara.

Valditara è l’uomo dell’università Lega-M5S

La nomina di Valditara non sarà presa bene da quella frangia di professori universitari che guardava al MoVimento 5 Stelle come una speranza per gli atenei (e per i professori). D’altro canto già la scelta del ministro e poi quella dei sottosegretari aveva frustrato le loro ambizioni e l’affaire Giarrusso era stato la ciliegina sulla torta. Piazzare a capo dell’università un relatore della Legge Gelmini potrebbe persino sembrare una mossa provocatoria o una presa in giro finale.

Il Foglio ha raccontato che nel libro sul sovranismo Valditara gliele canta anche a George Soros – bersaglio preferito dei complottisti felpa-stellati – “titolare di Open Society, la fondazione che vorrebbe un’Europa aperta a chiunque, senza un’identità da proteggere e una storia da celebrare” e, insieme a Jean Claude Juncker, simbolo plastico di cosa pensano le élite europee.

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