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Giovanni Caudo: così il PD Roma riesce a litigare anche sui candidati dei municipi

giovanni caudo stadio della roma tor di valle

Il Partito Democratico a Roma continua a perdere in modo disonorevole dai tempi del notaio di Ignazio Marino. Prima l’ingloriosa sconfitta di Giachetti contro Raggi, poi la scoppola dell’esclusione dal ballottaggio a Ostia dovrebbero suonare come campanacci d’allarme anche per il più duro d’orecchi. Eppure in occasione delle elezioni al III e all’VIII Municipio il PD continua a scannarsi. Stavolta sul nome di Giovanni Caudo.

Così il PD riesce a litigare anche su Giovanni Caudo

L’assessore all’urbanistica della Giunta Marino era stato oggetto di un appello da parte di Laboratorio per Roma III MUnicipio, che ne perorava la candidatura con le firme di Alberto Asor Rosa, Pietro Barbieri, Luigi Vittorio Berliri, Piero Bevilacqua, Jolanda Bufalini, Francesco Careri, Giuseppe Cerasa, Fabio Ciconte, Francesca Danese, Daniela De Leo, Vezio De Lucia, Vittorio Emiliani, Massimo Guidotti, Francesca Koch, Cecilia Mangini, Enzo Marzo, Stefano Mastropaolo, Rita Paris, Teresa Petrangolini, Carlo Alberto Pratesi, Livia Turco, Rita Visini, Luca Zevi.

giovanni caudo municipio

In serata era arrivata la chiusura di Giulia Tempesta, consigliera comunale del Partito Democratico, tutto sommato con parole garbate: “È del tutto evidente che i contenuti e le proposte dell’appello disegnano una prospettiva diversa e lontana dalle proposte emerse dal Partito Democratico. Per questo, qualora Giovanni Caudo decidesse di portare avanti la sua candidatura, da parte nostra non potremmo far altro che formulargli i nostri migliori auguri e un sicuro arrivederci al secondo turno”. Il consigliere Marco Palumbo ha invece aperto: “L’appello degli intellettuali per la candidatura di Giovanni Caudo a presidente del III Municipio è una occasione preziosa per avvalerci di un contributo importante e non può essere ignorato dal Pd di Roma.

Il PD e gli habitué dei salotti romani

Ma nella mattinata di oggi erano arrivate anche altre aperture significative sul nome di Caudo, come quelli di Marta Bonafoni, capogruppo della lista Zingaretti in Regione, e Gino De Paolis. Soprattutto, anche i coordinatori dei componenti di Liberi e Uguali del terzo Municipio, Gianluca Colletta, Rita Lazzari, David Tozzo, avevano considerato interessante la candidatura. A questo punto Sabrina Cavalcanti e Anna Punzo, componenti dell’assemblea romana dem sono andati all’attacco: “È davvero stravagante leggere come un gruppo di habitué dei salotti romani, persone che, nella maggior parte dei casi, non hanno mai messo piede in una periferia, si prendano la briga di indicare nomi per guidare il III Municipio. Il Pd sosterrà convintamente e unitariamente la segretaria Paola Ilari”.

giovanni caudo municipio III

E ancora: “Senza contare che la proposta uscita dal baby caminetto romano, propone nomi ed esperienze già ampiamente derubricate dai cittadini”, scrivono le due nella nota riferendosi evidentemente alla Giunta Marino, che però non è stata “derubricata” dai cittadini, ma dai consiglieri PD dal notaio. Infine “Il 28 aprile ci saranno le primarie, Caudo se vuole parteciparvi deve sottoscrivere il documento programmatico e politico del centrosinistra che ha come forza principale quel Pd romano su cui, in passato, ha espresso giudizi non molto equilibrati”.