Politica

Giorgetti e il pericolo VAR per il governo Lega-M5S

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Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti rilascia oggi una lunga intervista a Repubblica in cui mette insieme una serie di considerazioni interessanti sul governo Lega-M5S e sui nodi che dovrà affrontare e sciogliere al più presto. Le parti più interessanti del colloquio con Tommaso Ciriaco arrivano alla fine. Una delle più stupefacenti è questa:

Veramente programmate di scendere in piazza l’8 dicembre a Roma contro la commissione…
«Ma no, la manifestazione è per ribadire che il governo non fa questa manovra per partito preso, ma per rispondere a un mandato popolare. Per ricordare che anche altri hanno deviato. E che è difficile immaginare una bastonatura nella procedura d’infrazione con una Commissione in scadenza».

Dice? Si ipotizza un conto da 60 miliardi all’anno. Un suicidio per l’Italia, non crede?
«La commissione può ovviamente minacciare quello che vuole, nell’ambito delle regole. Ma l’Europa ha tanti fronti: il debito, la bilancia commerciale, i migranti. Anche gli altri Paesi devono rispettare le regole. Il tavolo negoziale è molto più complesso della sola questione dei bilanci. E comunque, conta di più l’atteggiamento dei mercati».

La proposta di ripartizione dei migranti in UE (Corriere della Sera, 8 settembre 2015)

La risposta di Giorgetti con l’allusione sui migranti è un esempio di totale giravolta politica con annesso mal di testa. Infatti è vero che ci sono paesi che non ripartiscono i migranti in UE e che questo danneggia due paesi in particolare: Grecia e Italia. Ma è anche vero che Salvini è il miglior (anzi, l’unico) alleato in Europa dei paesi che hanno negato la ripartizione. Che Giorgetti adesso dica che c’è qualcosa che non va in Europa sui migranti è stupefacente, perché il sottosegretario alla presidenza del Consiglio sta dimostrando che la linea politica del suo leader, alla faccia del sovranismo, non segue gli interessi dell’Italia. Il finale dell’intervista è riservato al nuovo spauracchio del governo gialloverde: il VAR. Ovvero il Value at risk:

«Mi rendo conto. In Parlamento sulla manovra serve un comportamento serio e responsabile, restando nel 2,4%. Se sforiamo con emendamenti bizzarri, allora c’è un problema. Anche per lo spread».

Che intanto danneggia anche il sistema bancario. Resta l’anello debole del sistema?
«Monitoriamo attentamente la situazione. E siamo pronti anche a interventi tempestivi e risoluti. Nel caso servisse, non si potrebbe tentennare. E poi le dico una parola chiave: Var…».

In che senso, Giorgetti?
«Sui mercati Var è il modello che blocca l’acquisto da parte delle tesorerie dei titoli che non soddisfano i requisiti di credibilità. È il vero rischio che corre il sistema italiano, il vero spauracchio. Dobbiamo farci i conti, oltre al Var del calcio c’è anche questo…».

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