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Gigi Mangia e le "fake news" sul M5S al ristorante

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Il MoVimento 5 Stelle, reduce dalla marcia di Ostia dopo la testata di Roberto Spada a un giornalista, torna ad attaccare i giornalisti sul suo blog sulla vicenda di Gigi Mangia, il ristoratore di Palermo. Sulla graticola finiscono Mario Ajello del Messaggero, Luca De Carolis del Fatto Quotidiano e Gabriella Cerami dell’Huffington Post, per i quali il M5S auspica che l’Ordine dei Giornalisti prenda provvedimenti e che gli editori dei rispettivi giornali “risarciscano Gigi Mangia dei danni subiti”.

Gigi Mangia e le “fake news” sul M5S al ristorante

Il casus belli è un servizio di Cristiano Pasca andato in onda ieri sera alle Iene in cui Gigi Mangia ha raccontato di nuovo la sua versione dei fatti – che avevamo riportato su neXt quella domenica – con una chicca in più, visto che Giancarlo Cancelleri, nell’intervista che rilascia, sottolinea che la notizia è arrivata ad urne aperte nel giorno del silenzio elettorale e mentre loro erano impossibilitati a replicare, dando l’idea che l’articolo di Mario Ajello, il primo pubblicato sulla vicenda, abbia in qualche modo influenzato il voto. Il che, se serve a giustificare la sconfitta del M5S in Sicilia, è un argomento comunque paradossale visto che anche volendo pensare che i siciliani abbiano tutti letto l’articolo del Messaggero prima di recarsi alle urne (ma perché, poi?), questo non poteva che farli arrivare a due conclusioni diverse: quelli che volevano votare M5S si saranno intimamente complimentati perché Di Maio gliele ha cantate ai giornalisti, quelli che non volevano votarlo avranno pensato che Di Maio, come al solito, gliele cantava ai giornalisti.

Che l’articolo di Ajello abbia spostato voti contro i 5 Stelle è comunque una tesi peculiare, ma sta a chi la propone l’onere della prova. È invece interessante che Cancelleri sostenga a una settimana di distanza una versione completamente diversa rispetto a quella fornita dai giornalisti, dicendo che Di Maio aveva detto: “No, ragazzi, non dovete andare via, rimanete lì” ai tre. “Raccontavano che noi avevamo intimato ‘O noi o loro’ al gestore. A me è sembrata una campagna mediatica tesa a screditare le persone, nel giorno del silenzio elettorale”, racconta Cancelleri nell’intervista. La vicenda è l’esatto contrario di quanto raccontano gli altri tre giornalisti e in particolare Luca De Carolis del Fatto, quotidiano non certo accusabile di avere in antipatia il MoVimento 5 Stelle.

Cosa contesta il M5S ai giornalisti?

Ora, in questo momento si tratta della parola di Cancelleri riguardo quello che ha detto Di Maio, contro la parola di Cerami, Ajello e De Carolis. Attenzione: è la parola di Cancelleri e non quella del ristoratore perché Gigi Mangia su Facebook e su Twitter il 5 novembre aveva scritto di non aver assistito all’accaduto: «Avevo appena portato l’acqua ed è entrato il signor Grillo con alcuni collaboratori. Dopo I saluti il signor Grillo si è avviato al bagno e io sono uscito fuori perché si era formato un grosso capannello di curiosi. Desideravo chiudere la porta, e, vista l’ora, desideravo procedere celermente alla comanda. Rientrando ho trovato i giornalisti in piedi e contrariati, il signor Ajello dicendo di non voler causare danno sarebbe andato via. Francamente, non capivo, la signora si diceva dispiaciuta per l’accaduto e il terzo commensale prenotava per il pranzo di oggi. Ribadendo che tutto questo accadeva perché loro erano miei veri amici».

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Il Fatto Quotidiano del 5 novembre 2017

Ora, attenzione: nel servizio delle Iene si sostiene che dopo l’articolo di Ajello sia partita una shitstorm nei confronti di Gigi Mangia e si mostra un commento datato 5 novembre 2017 uscito su Tripadvisor e che oggi si trova solo nella copia cache della pagina. L’articolo di Ajello però è del 4 novembre. Cosa è successo il 5 novembre 2017? È successo che il MoVimento 5 Stelle, che non poteva rispondere perché c’era il silenzio elettorale secondo Cancelleri, ha pubblicato la nota su Facebook e Twitter del ristoratore sul blog di Beppe Grillo.
gigi mangia m5s
Quindi la recensione in cui si parla di culinaria e leccaculo – l’unica di questo tenore ospitata su Tripadvisor e ad oggi non più visibile – arriva non perché il ristoratore sia stato considerato un “leccaculo” dopo l’articolo di Ajello, ma dopo la sua autodifesa pubblicata su Facebook e Twitter e ospitata dal M5S sul suo blog.

La ricostruzione del gestore del ristorante

Anche nell’intervista alle Iene il ristoratore conferma di non essere stato presente nel momento in cui Di Maio avrebbe detto “O noi o loro”. C’è da segnalare che nell’articolo di Mario Ajello si scrive testualmente:

Poi Di Maio rientra e si dirige verso il padrone del ristorante, Gigi, un tipo abituatissimo da sempre a trattare con politici e con giornalisti, ma stavolta si accorge dell’atteggiamento guardingo e sospettoso dei nuovi arrivati. Capisce al volo che i grillini vogliono il locale soltanto per se stessi. E Di Maio, subito, chiarisce il concetto: “O noi o loro”. Ossia: o i giornalisti smammano, anche se hanno già cominciato a mangiare il pane e a bere l’acqua minerale e stanno per ordinare tutto il resto, oppure, nonostante la tavola sia già pronta, ad andarsene saranno gli ultimi arrivati ma che si sentono i più importanti.

gigi mangia
È quindi vero che nell’articolo di Ajello si sostiene che Gigi Mangia fosse presente al momento della frase di Di Maio. Ma è anche vero che né nell’articolo di De Carolis né nell’articolo di Cerami si sostiene questa ricostruzione – ovvero quella che vede presente Gigi Mangia – nel momento dell'”O noi o loro”.

Passano pochi minuti ed entra Luigi Di Maio. Piuttosto arrabbiato, riconosce i cronisti seduti al tavolo ed esclama, con un pizzico di arroganza: “Non è possibile cenare qui, o noi o loro”. E un altro dello staff aggiunge: “Ci avete seguito”.

Quindi è evidente che se non coincidono le versioni di Ajello e degli altri due, è anche vero che la versione di De Carolis e Cerami coincide con quella di Mangia.

I messaggi della comunicazione scomparsi?

Nel servizio delle Iene si parla però anche di altro, ovvero dei “documenti” che possono provare i fatti, “scambi di sms” che provano la vicenda. Luca De Carolis si rifiuta però di rispondere, la Cerami dice che “se lo dice Ajello, esistono” e Ajello spiega che non le ha lui direttamente. Eppure nella controreplica a Mangia presente nell’articolo del Messaggero Ajello era stato molto più esplicito:

La frase “o noi o loro”, che ora per comprensibile motivi, il ristoratore dice di non aver sentito, e invece dimostrabile attraverso diverse prove. Di cui sono a conoscenza gli interessati. Tanto è vero che la presunta smentita viene affidata al ristoratore e non all’ufficio stampa 5 stelle, presente al gran completo accanto a Di Maio nel momento esatto in cui quest’ultimo pronuncia la frase. Il resto, cioè i fatti, si commentano da soli. E ogni segno di inciviltà – a prescindere da qualunque colore politico – il lettore potrà giudicarlo da sé.

Avete capito? Il riferimento è alla frase “Luigi (Di Maio ndr) è stanco stanco stanco. Cercate di capire, dopo tre mesi di Sicilia…” che viene attribuita nell’articolo di Cerami allo staff comunicazione del MoVimento 5 Stelle. Ajello è più esplicito: «I giornalisti si alzano e se ne vanno. I grillini si sentono liberati. E Casalino sembra l’unico che capisce la volgarità che la sua compagnia ha appena compiuto. “Dovete capire”, comunica ai giornalisti ormai in strada e in cerca a tarda notte di un altro posto dove cenare: “Luigi (inteso come Di Maio, ndr) è stanco morto. Dopo tre mesi di campagna elettorale in Sicilia è sfinito. È stanco, stanco, stanco e aveva voglia di rilassarsi a tavola senza altri stress”». Insomma, secondo la ricostruzione del Messaggero è Rocco Casalino che ha giustificato il comportamento di Di Maio che oggi il M5S nega senza che Di Maio dica una parola, visto che a parlare sono Giancarlo Cancelleri e Gigi Mangia.
gigi mangia rocco casalino
E chi ha ricevuto questo messaggio? Visto che Cerami e Ajello dicono di non averlo, è probabile che a ricevere il messaggio e a farlo leggere agli altri due possa essere stato De Carolis del Fatto, che però si è rifiutato di rispondere alle domande delle Iene. De Carolis, Cerami e Ajello sono accusati di aver mentito nel servizio delle Iene che dice di aver sentito le fonti. Eppure la fonte di quel messaggio, esplicitata dal Messaggero, non è stata sentita da Cristiano Pasca, nonostante fosse nominata per nome e cognome: Rocco Casalino. E nemmeno a Luigi Di Maio è stato chiesto se la frase l’avesse effettivamente pronunciata o no. Come mai?
EDIT: Il Fatto Quotidiano, con un articolo di De Carolis e un commento di Travaglio, replica al MoVimento 5 Stelle e alle accuse di aver scritto il falso. De Carolis conferma di aver ricevuto lui i messaggi, proprio da Rocco Casalino, come ipotizzato qui. Poi fornisce l’orario di ricezione degli sms:

Quello di cui il Fatto ha scritto per due volte è il comportamento “sopra le righe” dei 5Stelle, una mancanza di “buona creanza”. Evidente non solo ai cronisti, visto che il responsabile della Comunicazione Rocco Casalino ha provato a mediare con i suoi eletti (“Hanno già finito di scrivere”), prendendosi una risposta stizzita da Di Maio. Non solo: a un sms da me inviatogli alle 23.32, subito dopo essere uscito dal ristorante, Casalino ha risposto scusandosi, e attribuendo l’episodio alla “stanchezza e allo stress” dei parlamentari per la campagna elettorale. Risposta anche comprensibile, che stride però con il post violento, in stile gogna, di oggi, come se non ne vedevano da tempo sul blog di Grillo. Ma la mia versione era ed è rimasta quella scritta sul Fatto, come ho ribadito per telefono a un programma televisivo. Tutto il resto, a partire dagli insulti che sto ricevendo, talvolta violentissimi, è rumore di fondo.

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Al chiarissimo post di De Carolis mette il carico il corsivo successivo di Marco Travaglio:

Non abbiamo nulla da smentire a quanto ha scritto Luca De Carolis, testimone e anzi coprotagonista dei fatti, oltrechè cronista attento e scrupoloso. Che mai ha affermato di essere stato cacciato da quel ristorante. E al quale va l’affettuosa solidarietà della direzione e della redazione del Fatto per gli insulti che si sta prendendo dai soliti “webeti”.

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Come spesso succede, il MoVimento 5 Stelle ha costruito una “narrazione alternativa” della realtà, aiutato dal servizio delle Iene che faceva tutte le domande giuste ma alle persone sbagliate. Mancavano proprio i due che potevano confermare o smentire la vicenda: Rocco Casalino e Luigi Di Maio. Casualmente.
EDIT2: Gabriella Cerami sull’Huffington Post pubblica la chat con Rocco Casalino:
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