Politica

Giarrusso, la mail di Di Maio e il complotto di Renzi con la complicità di Carrai

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L’avvocato Mario Michele Giarrusso non è soltanto un politico di chiara fama e di clamorosa coerenza. No: l’avvocato Mario Michele Giarrusso è anche un indagatore di complotti di prima categoria, con nulla da invidiare all’Ispettore Manetta o a Basil L’Investigatopo. Per questo oggi in un’intervista a Libero dà il meglio di sé nella sua capacità indagatoria spiegando cos’è successo in occasione della mail di Paola Taverna a Luigi Di Maio che il nientepopodimenoché vicepresidente della Camera prima ha fatto sapere di non aver capito, e poi ha detto di non aver ben valutato. Molti si chiedevano come fosse finita quella mail sui giornali, accusando anche la Taverna di averla passata di straforo. Niente di vero secondo il senatore Giarrusso, che invece, mentre braciolizzava con la parannanza ricavata dal panno del Subbuteo ha risolto il giallo e ha comunicato la soluzione ad Andrea Tempestini di Libero Quotidiano:

«Scusi,francamente…pensi al fatto della e-mail (quella spedita da Paola Taverna a Di Maio per comunicare che la Muraro era indagata,ndr), agli sms, alle conversazioni private: è finito tutto sui giornali. Una puntualità sospetta, che mi spinge a pensare che dietro ci sia una regia. Parliamoci chiaro: qui c’è in ballo Roma, la possibile vittoria alle elezioni, il governo del Paese».
Regia di…?
«Ci sono tanti e tali di quegli apparati… non ultima la manovra di Renzi per mettere un suo amico a capo dei servizi…»
Marco Carrai.
«…proprio per fare spionaggio informatico. Non escluderei che dietro a questa puntualità ci sia una regia che non ha nulla a che fare con fonti interne al Movimento».
Quando la Taverna, prima del voto, disse che «c’è un complotto per farci vincere a Roma» le risero dietro. Mi sta dicendo che era una mezza verità?
«Paola è vorace e spontanea (forse voleva dire verace? ndr), ma dietro a questa maschera nasconde una capacità di analisi molto rapida, coglie i punti: lei, che è addentro alla palude romana, potrebbe aver intercettato prima degli altri qualche segnale. Quella frase è stata profetica»

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Insomma è tutto chiaro. Marco Carrai, che finora non è ancora entrato in carica sarebbe entrato nel computer di Paola Taverna, avrebbe rubato la mail a Di Maio e l’avrebbe passata ai giornali. Non fa una grinza, se non per un piccolissimo problema: lo stamp pubblicato da Il Messaggero è la fotografia di uno schermo di computer. Quindi molto probabilmente la fotografia è stata scattata da un telefono cellulare e non da un pc. Grrr, maledetto Ginko.

luigi di maio email paola taverna
La mail inviata da Taverna a Di Maio (Il Messaggero)

Ma d’altro canto, fa sapere Giarrusso, Renzi è massone:

«Berlusconi, nel bene e nel male, mi è sempre sembrato un vero imprenditore, con tutti i difetti degli imprenditori che fanno politica. Renzi invece è un personaggio costruito scientificamente per due obiettivi. Il primo, scalare con un’Opa ostile il Pd. Il secondo, governare il Paese per conto di poteri oscuri. Rispetto a Berlusconi, dietro ha una costruzione molto più articolata».
Mi parla di massoneria?
«Le idee di Renzi non arrivano dal Pd, ma sono partorite da pensatoi precisi: quelli dell’ultra-destra americana che considera il partito repubblicano un covo di socialisti. Un pensatoio micidiale, che sicuramente ha dei centri, anche massonici, con cui esprime la sua forza».

E poi ci si lamenta se Giarrusso chiede l’insindacabilità quando lo querelano per diffamazione! Con delle investigazioni così, l’immunità può accompagnare solo (cit.).
EDIT: Marco Carrai querela Giarrusso:

Marco Carrai annuncia querela a Michele Giarrusso, senatore del M5s che, in un’intervista a Libero, vede ‘un complotto’ dietro il caso Raggi a Roma e cita proprio il presidente dell’Aeroporto di Firenze alla ‘regia’. ‘Avendo letto le dichiarazioni del senatore Giarrusso, pubblicate in data odierna dal quotidiano Libero, e ritenendo le stesse tanto fantasiose quanto offensive e lesive della mia persona, ho dato mandato ai miei legali di agire nelle sede giudiziarie competenti nei confronti del senatore Giarrusso. A tal proposito è mio fermo auspicio che il senatore Giarrusso non voglia invocare, a schermo delle proprie iniziative, le prerogative di immunità al medesimo attribuite quale parlamentare’, si legge nella nota di Carrai.