La macchina del funky

«Quello scellerato dell’impiegato della banca ha sbagliato il mio bonifico»

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Il senatore audiofilo Mario Michele Giarrusso rilascia oggi un’intervista alla Stampa in cui chiarisce tutto riguardo il curioso versamento con data sbagliata a suo nome che è circolato ieri sul web: è tutta colpa della banca.

Giarrusso, alcune incongruenze nei bonifici all’apparenza ci sono. Come mai, ad esempio, la ricevuta di un suo bonifico del 2015 è timbrata 2014?
«Io faccio i bonifici allo sportello del Senato e l’impiegato mi consegna le ricevute. Quello scellerato, che avrà fatto bisboccia la sera prima, sul timbro ha modificato giorno e mese, ma non l’anno. Ho già contattato il direttore della banca per dirgli che lo ritengo responsabile dei danni procurati, ma mi ha assicurato che domani mi invierà la certificazione».

Le hanno contestato anche i quattro bonifici per i mesi da aprile a luglio del 2015. Perché tutti con la stessa cifra?
«Noi percepiamo due entrate dal Senato: emolumento e diaria. Abbiamo l’impegno di restituire la metà dell’emolumento e quella è la soglia minima sotto la quale non possiamo scendere. Della diaria invece dobbiamo restituire solo quello che non spendiamo. A volte, però, spendiamo più di quanto ci viene rimborsato e siccome la diaria non possiamo scalarla dallo stipendio, la portiamo al mese successivo. Così, spalmata, escono spesso cifre identiche. È complicato, tanto che abbiamo uno staff dedicato all’assistenza dei parlamentari che devono rendicontare».

Su tre di quelle quattro ricevute, però, manca la sigla del Cro che distingue un bonifico dall’altro. Sono cloni?
«Sono procedure interne della banca, ma le posso garantire che i versamenti sono stati effettuati regolarmente. Tutti i senatori M5S stanno chiedendo lo storico dei versamenti fatti dai conti correnti. Chiudiamo questa storia».

Maledetti impiegati di banca del Senato, che passano la notte a fare bisboccia!1!

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