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La strana storia della foto segnaletica di Carola Rackete su Vkontakte

Giancarmine Bonamassa foto segnaletica carola rackete

La Stampa oggi, sulla scorta di un take dell’agenzia di stampa Adn Kronos, racconta la storia di Giancarmine Bonamassa, ovvero dell’account su VKontakte che ha pubblicato la foto segnaletica di Carola Rackete :

L’account in questione, come noto, si chiama «Giancarmine Bonamassa». Contattato attraverso la chat privata di VKontakte, ha raccontato come è entrato in possesso di quello scatto che non doveva essere diffuso. «Bonamassa» (lo scriviamo tra virgolette perché non è ancora stato possbile parlare con, o incontrare una persona fisica) ha spiegato al reporter Simone Fontana di aver ricevuto la foto da una certa «Luisa», amministratrice di un gruppo chiuso su VKontakte e di uno su Facebook, dagli orientamenti che definire neonazionalisti sarebbe eufemismo.

La pagina su VKontakte si chiama «Italia Fbannata» (un gruppo fatto di profili bannati da Facebook che si sono messi a usare il social russo e, cosa più singolar,e altri siti russi). Estrema destra, ultranazionalismo, in alcuni casi neofascismo. «Bonamassa» non ha voluto rispondere a domande su cosa faccia nella vita, e su dove viva. Chi gli ha girato la foto (in privato) gli ha detto che poteva pubblicarla, e lui l’ha fatto. Questa «Luisa», contattata a sua volta (sia pure nelle difficoltà dei gruppi chiusi) dice di aver trovato la foto in un gruppo chiuso su Facebook, molto sovranista, gruppo dal quale al momento sembrerebbe esser cancellata (o esser stata cancellata).

foto segnaletica carola rackete 2

Mentre l’account di «Bonamassa» sembra essere il classico profilo che viene usato, senza che neanche si renda conto della gravità delle cose che pubblica, «Luisa» mostra una maggiore consapevolezza. Dice di essere in tantissimi gruppi chiusi, sia su Facebook, sia su VKontakte, di tutti gli orientamenti politici, dice, tranne pro Pd e pro Forza Italia.

Questa presenza trasversale le consente di cogliere e viralizzare contenuti, testi, meme, ovunque, purché di taglio nazionalista, ultra-populista, sovranista. Resta una domanda: com’è possibile che il pomeriggio stesso di sabato 29 (il giorno in cui a Rackete sono state scattate le foto segnaletiche) quella foto già circolasse in gruppi chiusi ultra nazionalisti su Facebook e VKontakte?

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