Opinioni

Lo spettacolo dei “free-vax” che festeggiano la sconfitta del M5S in Abruzzo

Nelle more della clamorosa débâcle del MoVimento 5 Stelle in Abruzzo si inseriscono i festeggiamenti dei genitori no/free/anti/boh vax che tentano di intestarsi il merito per aver portato al tracollo il M5S. Nei gruppi e nelle pagine dei sostenitori della libertà di scelta di non vaccinare i propri figli è tutto un darsi di gomito per aver mandato un segnale chiaro  e forte a Di Maio e al MoVimento nazionale. La consistente emorragia di voti del partito di Grillo e Casaleggio, spiegano, è merito nostro.

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Facciamo un passo indietro. Il giorno della chiusura della campagna per le regionali Salvini in un videomessaggio postato sulla pagina della candidata Maria Di Domenico ha annunciato che la campagna per la libertà di scelta sarebbe andata avanti, aggiungendo che però la Lega era da sola a portarla avanti. Sottinteso: da quando Grillo ha firmato il patto trasversale per la scienza (che guardacaso non è stato sottoscritto dai leghisti).

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Leggi sull’argomento: Per i grillini gli abruzzesi si meritano il terremoto (e niente Reddito di Cittadinanza)

Questa mattina la candidata – che nei giorni scorsi non aveva certo perso occasione per ribadire il suo essere “per la libertà di scelta” – ha festeggiato i 2.134 voti. Nei commenti diversi free-vax si sono uniti al coro di congratulazioni.

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In un tripudio di cuori arancioni (il colore del movimento antivaccinista italiano) i sostenitori della Di Domenico le ricordano di volere una sola cosa: la libertà di scelta. E c’è chi appunto fa notare che i 200.000 voti persi dal M5S erano forse di genitori per la libertà di scelta. Non è così, perché l’affluenza di domenica scorsa in Abruzzo è stata assai più scarsa rispetto al 4 marzo. Ma ai free-vax questo non importa: “aspettiamo il botto nazionale a maggio”.

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Altrove si va alla conta dei voti, c’è chi dice che il voltafaccia del M5S è costato “cinque voti in meno”, chi dieci. Altri tagliano corto e si limitano ad un “siamo in molti”. Ma è impossibile quantificarli. E definire i free-vax i king maker di queste elezioni regionali è un’affermazione senza senso, al pari di quella secondo cui i vaccini causano l’autismo. I genitori informati però ci provano sempre, era successo anche il 4 marzo quando invece si vantavano di aver provocato – sostanzialmente da soli – la disastrosa sconfitta del Partito Democratico.

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I no vax hanno un incredibile bisogno di non sentirsi una minoranza nel Paese, perché questo legittimerebbe dal punto di vista politico (ma non scientifico, ed è questo il trucco) le loro posizioni. Eppure non sono riusciti (o non hanno voluto) nella raccolta delle firme necessarie per un referendum abrogativo della tanto odiata legge Lorenzin. Naturalmente c’è chi sa che i no-vax spostano voti, non tanti da consentire la vittoria o la sconfitta, ma ogni elezione si gioca anche su poche centinaia (o migliaia) di voti.

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Anche SìAmo, il partito fondato dal medico radiato Dario Miedico, parla di relazione di causa-effetto tra il tradimento totale del M5S e la vittoria della Lega in Abruzzo. Tutti sono concordi nel dire che se prima delle europee il MoVimento non cambierà rotta sui vaccini e sull’obbligatorietà sarà ancora peggio. Per quanto ridicole siano le pretese dei free-vax di contare qualcosa e di far credere che il loro presunto peso politico possa in qualche modo valere qualcosa di fronte alla mole di prove e documenti scientifici a favore dei vaccini non è nulla di fronte alla dichiarazione di Sara Marcozzi, la candidata del M5S, che ha commentato l’esito delle votazioni parlando di sconfitta della democrazia. Poi magari i 5 Stelle sono quelli che quando si tratta di parlare democrazia in Siria, Russia o Venezuela invitano ad andarci cauti.