Opinioni

Gli schiaffi che volano tra Fratelli d'Italia e M5S su Colle Oppio

La vicenda dello sgombero della sede di Fratelli d’Italia a Colle Oppio continua ad alimentare polemiche tra il partito di Giorgia Meloni e il MoVimento 5 Stelle. Su Facebook è Paolo Ferrara, capogruppo grillino in Campidoglio, a dare fuoco alle polveri pubblicando un “annuncio immobiliare”: «Cercasi immobile per ospitare la sede di un partito politico. Possibilmente in area archeologica di pregio. Canone massimo 13 euro al mese. Chiamare ore pasti. No perditempo. Chiedere di Fratelli d’Italia o Monica Picca». Il riferimento è al canone mensile per la sede di via delle Terme di Traiano 15a, di cui la banca dati del Dipartimento Patrimonio certifica il versamento di quattro bollettini mensili da 13,43 euro negli ultimi quindici anni. Una versione contestata da Fratelli d’Italia che invece ha mostrato i pagamenti degli anni dal 2012 al 2016 in un’unica soluzione.
colle oppio paolo ferrara
A Ferrara ha risposto il capogruppo di FdI-An in Campidoglio Fabrizio Ghera: «Non ci sorprende quindi la bassezza politica cui è ricorso il capogruppo in Comune dei grillini. In perfetta scia con la squallida azione della Raggi e visti i disastri fatti fino a oggi a Roma, insieme all’evidente calo di consensi su Ostia, provano a dare un sussulto ma l’incapace Di Pillo tra gaffe e immobilismo ha già dato prova di non essere all’altezza di governare il Municipio X». Ma c’è di più: sulla sua pagina Facebook sempre Ghera pubblica invece uno stamp preso dal profilo privato di Antonio De Santis, delegato della sindaca al personale del Campidoglio, dove si legge la stessa battuta fatta da Ferrara (chi ha rubato a chi?).
antonio de santis colle oppio
«Questo signore, Antonio De Santis, consulente e non eletto, è pagato con i soldi pubblici – scrive Ghera – Circa 60 mila euro l’anno, soldi dei romani che farebbe bene a restituire, una cifra più che modesta tanto da permettersi di prendere in giro militanti, volontari e cittadini che invece pagano gli affitti e non beneficiano certo degli importanti contratti che il sindaco sottoscrive all’esercito dei suoi collaboratori esterni. Questi sono i 5 Stelle, ironia cialtrona da chi è pagato con i soldi pubblici».

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