Opinioni

Filippo, il maestro elementare e i bambini “daltonici” che insegnano l’integrazione

Un post pubblico sul gruppo Professione Insegnante celebra il commento di Filippo, maestro elementare, che racconta la sua esperienza nella scuola di oggi:

Io faccio il maestro elementare.
Nella mia classe ho 24 bambini, 16 stranieri, 8 italiani.
Sono di 5 etnie diverse.
Sul muro abbiamo appeso la foto di Mattarella, il crocifisso, la mano di Fatima, un’immagine di Budda e la bandiera della pace.
I “miei” bambini hanno nomi strani e cognomi impronunciabili, qualcuno si dice sia “irregolare” ma io sono un maestro, non un poliziotto e non chiedo a nessuno i documenti.

filippo maestro elementare

I “miei” bambini mi insegnano il significato di integrazione, di solidarietà, di aiuto concreto e praticabile.
Gli italiani leggono gli ingredienti delle caramelle e delle merendine , per vedere se i loro amici le possono mangiare. Si aiutano e si vogliono bene. I miei bambini non sono “buonisti”: sono umani, sono daltonici, sono refrattari alla stupidità adulta.
Io amo il mio lavoro precario e sottopagato, amo vedere la loro intelligenza, amo vedere la facilità con cui si integrano.
Io sono grato ai miei bambini perché insegnano a me adulto, il valore dell’Umanità.

Parole che fanno riflettere, mentre a Monfalcone si mette un tetto ai bambini stranieri in classe: il Comune ha firmato un’apposita convenzione con due istituti comprensivi per fissare il tetto del 45% di alunni stranieri in classe. Una decisione presa per evitare le classi ghetto, è stato spiegato, ma che teneva fuori dalle scuole per l’infanzia decine e decine di bambini. “Mi sono informato con gli uffici provinciali i quali hanno dato la possibilità di attivare 2 classi in più – dice il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti – mi sono attivato per evitare episodi del genere. Per noi l’inclusione è uno degli obiettivi della scuola”.

Leggi sull’argomento: L’ideona di Salvini sul barcone da Malta