La macchina del funky

La requisitoria del Fatto contro Matteo Renzi

fatto quotidiano matteo renzi

Dopo l’annuncio di querela contro Matteo Renzi, oggi il Fatto Quotidiano dedica l’apertura e due pagine tonde tonde all’ex premier, dicendo che è lui il Falso Quotidiano e mettendo in fila una serie di dichiarazioni poi smentite da altre dichiarazioni o dai fatti. Le prime due sono ovviamente le più famose: quelle sul referendum e su Enrico Letta.

La più grossa. “È del tutto evidente che se perdo il referendum, considero fallita la mia esperienza in politica” (29 dicembre 2015). “Ho già preso il solenne impegno: se perderemo il referendum lascio la politica” (15 gennaio 2016). “Se non passa il referendum, la mia carriera politica finisce. Vado a fare altro” (11 maggio 2016). “Se perdo il referendum, troveranno un altro premier e un altro segretari o ” (1 giugno 2016). “O cambio l’Italia o cambio mestiere” (2 giugno 2016) No comment
Seconda classificata. “Diamo un hashtag: #enricostaisereno. Vai avanti, fai le cose che devi fare. Io mi fido di Letta, è lui che non si fida. Non sto facendo manfrine per togliergli il posto” (16 gennaio 2014); “Sono tantissimi i nostri che dicono: ma perché dobbiamo andare al governo senza elezioni? Ma chi ce lo fa fare? Ci sono anch’io tra questi”(9 febbraio 2014) No comment/2

fatto quotidiano matteo renzi
Nel computo il quotidiano poi mette le dichiarazioni su stangate e poltrone di Matteo Renzi, accostando le dichiarazioni e i fatti:

Stangata. “È impressionante il numero di 91 miliardi stimati di evasione fiscale. Bisogna cambiare approccio verso il cittadino che si deve sentire moralmente accompagnato. Per chi sbaglia non ci sono scappatoie, va stangato” (27 novembre 2014)
Renzi ha triplicato la soglia oltre la quale l’evasione è reato (quintuplicata per l’o messo versamento Iva) e per l’uso del contante (da mille a 3 mila euro) e varato 4 condoni: due sui capitali nascosti all’estero, la rottamazione delle cartelle di Equitalia e l’ultimo, in fieri, sui contenziosi tributari
Poltrone. “Sogno un Paese in cui conta cosa conosci e non chi conosci”(slogan preferito); “Se governerò avrò un grande obbligo morale con gli italiani: quello dimettere nei posti di responsabilità persone libere, indipendenti, capaci di competenza e autorevolezza”(28 ottobre 2012), “Via i partiti dalla Rai,via da Finmeccanica, via dalle nomine dei cda” (19 aprile 2012)
Poi c’è stato il governo degli amici toscani (Luca Lotti, Maria Elena Boschi, l’ex capo dei vigili di Firenze a capo dell’ufficio legislativo di Palazzo Chigi) e l’occupazione dei cda di Enel, Eni, Finmeccanica , FS e Poste riempiti di sodali: Alberto Bianchi, presidente della sua Fondazione; Fabrizio Landi, suo finanziatore; Federico Lovadina, socio del tesoriere Pd Bonifazi nello studio BL (in cui c’è il fratello della Boschi); Marco Seracini, il suo commercialista; ecc.

Nella collezione non poteva mancare un po’ di economia, e segnatamente le parole di Matteo Renzi sull’articolo 18 e le banche:

Compagno Matteo. “Sarò sbrigativo: a me dell’articolo 18 non me ne pò fregà de meno” (27 marzo 2012); “Se le aziende non investono in Italia il problema non è l’articolo 18. Non ho trovato un solo imprenditore, in tre anni che faccio il sindaco, che mi abbia detto ‘Caro Renzi, io non lavoro a Firenze o in Italia, perché c’è l’articolo 18’. Nessuno”(19 aprile 2012)
“L’articolo 18 prima rappresentava un ostacolo, ora non lo è più. La riforma del lavoro dovrebbe stimolare gli investimenti in Italia” (Renzi ai presidenti delle Confindustria europee, 21 novembre 2014)
Banche/1.“Su Banca Etruria noi siamo stati di una severità esemplare arrivando al commissariamento e alle doppie sanzioni. Chi conosce Arezzo sa che le cause di quella vicenda hanno le radici in un passato lontano e sono ben diverse da come sono state raccontate”(26 luglio 2016)
Pier Luigi Boschi, padre della ministra Maria Elena, era membro del Cda e fu promosso vicepresidente subito dopo che la figlia entrò nel governo. Banca Etruria fu commissariata da Bankitalia, che poi sanzionò pure papà Boschi.
Banche/2. “Non c’è rischio sistemico, le banche italiane sono molto più solide di tante banche europee e non cambierei il nostro sistema bancario con quello tedesco nemmeno sotto pagamento” (29 dicembre 2015)
“Per lungo tempo, già in piena crisi, in Italia non si è avuta da parte della maggioranza di economisti, opinionisti e media la percezione dello stato di dissesto e/o della cattiva gestione di diversi istituti bancari”(Renzi, 7 marzo 2017)

E così via per un paio di pagine. In ultimo, il Fatto annuncia che domani in allegato con il giornale realizzerà una cartolina «per ricordare a Matteo Renzi chi è ‘il falso quotidiano’». Giusto in tempo per gli auguri di Pasqua.

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