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Elezioni Francia, 400 seggi per Macron

emmanuel macron

Come da tradizione alle ultime elezioni francesi i media belgi non hanno rispettato la chiusura dei seggi per le elezioni in Francia. La radiotelevisione di stato di Bruxelles, Rtbf, pubblica due exit poll concordanti che assegnano la vittoria al primo turno delle legislative francesi per l’Assemblea Nazionale al partito ‘La Republique en Manche! (Lrem) del presidente Emmanuel Macron, eletto poco più di un mese fa, con il 30%, insieme ai centristi di MoDem di Francois Bayrou. La destra gollista dei Les Republicains di Francois Baroin, secondo tra il 19 ed il 20%. L’estrema destra del Front National di Marine Le Pen, terzo partito al 17% (al secondo turno delle presidenziali il 7 maggio ottenne il 33,10%).

Exit poll Francia, Macron vince ancora

L’estrema sinistra di France Insoumise di Jean-Luc Melenchon al 12%. Débâcle confermata per i Socialisti dati tra il 7 e l’8%. Questi i dati dei primissimi exit poll ad urne ancora aperte. In Francia le operazioni di voto si concluderanno alle 19 ma proseguiranno fino alle 20 nelle grandi citta’. Il dato, solamente indicativo, si limita al primo turno quando vengono assegnati i seggi solo ai candidati che conquistato il 50% dei voti mentre tra una settimana, al ballottaggio, si presentano tutti coloro che oggi hanno preso almeno il 12,5%. Il secondo turno diventa quindi una sfida che in alcuni seggi puo’ anche essere con tre se non quattro rivali. Si conferma intanto anche per Rtbf l’astensionismo record. Per la radio-tv belga alle 20 avra’ votato il 50%, ossia un francese su due non sarebbe andato a votare.

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Gli exit poll di RTBF

Se i dati assolutamente provvisori diffusi dai media belgi – in Francia è vietato pubblicarli fino alle 20, orario di chiusura dei seggi nelle grandi città – si registrerà nella XV Assemblea Nazionale una sconfitta socialista rispetto alle elezioni di 5 anni fa. I socialisti dell’epoca ottennero 280 seggi (la maggioranza alla Camera francese è di 289 seggi su 577) con una percentuale pari al 40,91% (29,35% al I tunro). I gollisti dell’Ump (da cui sono nati Les Republicains fondati dall’ex presidente Nicolas Sarkozy) avevano 194 deputati con il 37,95% (27,12% al I tunro). Altri partiti sono scomparsi ed il confronto ed impossibile tranne che per l’estrema sinistra di Melenchon, che nel 2012, si chiamava Front de Gauche e ottenne 10 seggi con il 6,81% al primo turno, crollato all’1,08 al ballottaggio. L’estrema destra di Marine Le Pen ottenne il 13,60% (sceso al 3,66% al II turno) con soli 2 seggi.

La prima stima di RBTF

 
Secondo una prima stima nazionale sul voto in Francia, basata sui ‘seggi test’ e pubblicata dalla tv belga Rtbf, il movimento del presidente Emmanuel Macron, En Marche!, avrebbe ottenuto il 32,7% dei voti al primo turno delle legislative. I Républicains avrebbero il 21,4%, più lontano il Front National di Marine Le Pen al 13,1%, la France Insoumise di Mélenchon il 10,7%, il Partito socialista, con i Radicali di sinistra, il 9%, il Partito comunista il 3,8 e i Verdi di Eelv il 3,1. La stima conferma inoltre l’astensione record al 50,5%.
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Il partito del presidente Emmanuel Macron avrebbe stravinto le legislative, insieme ai centristi di MoDem di Francois Bayrou, al primo turno, ottenendo una maggioranza schiacciante all’Assemblea nazionale: tra 400 e 440 segi su 577, dove la maggioranza e di 389 secondo le proiezioni del quotidiano conservatore Le Figaro. Secondo partito, molto staccato, i gollisti dei Les Repulicains tra 95 e 132 seggi. Terzi i socialista tra 15 e 25 seggi (nel 2012 ne avevano 280), avanti all’estrema sinistra di France Insoumise di Jean-Luc Melenchon (tra 13 e 23 seggi). Quinta l’estrema destra del Front National di Marine Le Pen con tra 2 e 5 seggi. Il dato si limita al primo turno quando vengono assegnati i seggi solo ai candidati che conquistato il 50% dei voti mentre tra una settimana, al ballottaggio, si presentano tutti coloro che oggi hanno preso almeno il 12,5%. Il secondo turno diventa quindi una sfida che in alcuni seggi puo’ anche essere con tre se non quattro rivali. Si conferma intanto l’astensionismo record. Avrebbe votato il 50,5% ossia un francese su due non sarebbe andato a votare.
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