L’esondazione del Seveso e i 120 milioni mai spesi da Regione Lombardia

di neXtQuotidiano

Pubblicato il 2020-07-25

208 le vittime delle alluvioni dal 2000, mentre dei 9 miliardi stanziati dal 2015 per opere idrauliche, 7,5 rimangono nei cassetti della burocrazia. Soldi dispersi in mille rivoli tra Stato, Regioni, ex Province e strutture speciali

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Ieri a Milano è esondato il fiume Seveso e sono caduti in 12 ore più di 90 mm di pioggia accumulata. “La piena del Seveso è stata ad ogni modo scolmata pienamente dal Canale scolmatore di Nord Ovest, potenziato dal 2017, che ha attutito gli effetti di questo evento e riportato a condizioni di sicurezza il corso d’acqua a valle dell’opera”, ha spiegato Regione Lombardia. Il livello idrometrico del fiume Lambro si è mantenuto intorno alla soglia di moderata criticità. I Comandi dei Vigili del fuoco delle province interessate dal maltempo – oltre a Milano, Bergamo, Brescia, Como, Cremona e Lecco- hanno segnalato numerosi interventi per alberi abbattuti, tetti scoperchiati e allagamenti diffusi. Antonio Fraschilla su Repubblica ricorda oggi che mentre il clima cambia una cosa resta sempre uguale: 208 le vittime delle alluvioni dal 2000, mentre dei 9 miliardi stanziati dal 2015 per opere idrauliche, 7,5 rimangono nei cassetti della burocrazia. Soldi dispersi in mille rivoli tra Stato, Regioni, ex Province e strutture speciali: per la precisione tra 1.500 uffici dove spesso mancano perfino i tecnici per fare i progetti.

Ben 8.500 appalti sui 10 mila programmati sono fermi perché mancano i progetti esecutivi, perché gli enti coinvolti non si mettono d’accordo o semplicemente «per sciatteria», come sostiene l’ex capo della Struttura di missione del governo Renzi Erasmo D’Angelis: «Per realizzare le vasche di compensazione ealtre opere attorno al Seveso dal 2015 sono a disposizione della Regione Lombardia 120 milioni e non uneuro è stato speso — dice D’Angelis — in Liguria e sull’Arno a Firenze i lavori procedono spediti dopo i disastridegli anni scorsi, ma nel resto del Paese i cantieri sono fermi, dal Friuli Venezia Giulia per la messa in sicurezza del Tagliamento alla Sicilia».

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Gli interventi bloccati (La Repubblica, 25 luglio 2020)

A Palermo la scorsa settimana in una piccola area della città sono caduti in meno di due ore 130 millimetri di pioggia: un fenomeno mai registrato prima nell’Isola. Una parte della circonvallazione si è trasformata subito in un grande lago, cento auto sono state sommerse e solo per miracolo non ci sono state vittime. Un evento eccezionale, certo, ma il Comune e la Regione da anni hanno a disposizione 140 milioni di euro per rifare le fognature e realizzare vasche di contenimento: soldi mai spesi tra continui rimpalli di responsabilità.

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