Economia

Esodati, le risorse «scippate»

Si riapre nella maggioranza di governo il caso sull’utilizzo delle risorse stanziate per gli esodati. Oggi i rappresentanti del ministero in una audizione alla Commissione lavoro della Camera hanno sostenuto l’intenzione di incamerare le risorse non spese per il 2013-2014 (circa 500 milioni) rendendo di fatto più complicato il cammino della settima salvaguardia per coloro che sono rimasti incastrati dalla legge Fornero restando senza lavoro e senza pensione. Per il Mef – ha spiegato il presidente della Commissione, Cesare Damiano – le risorse del fondo esodati “che non sono state spese nel 2013-2014, circa 500 milioni, sono perdute” e “sono già tornate nelle casse dello Stato”. “E’ inaccettabile – ha detto – la questione diventa politica e va affrontata a livello di ministri competenti. Altrimenti si apre una stagione di conflitto politico parlamentare su una questione delicata, come quella delle pensioni, che coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori, le loro speranze e l’aspettativa di avere una equa soluzione”.

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L’infografica del Sole 24 Ore sugli interventi per gli esodati (10 settembre 2015)

I ministeri dell’Economia e del Lavoro in serata hanno diffuso una nota congiunta nella quale sottolineano che si valutano “soluzioni ai problemi più urgenti di specifiche categorie di lavoratori”. Valutazioni che – spiegano – “riguardano stime sul numero dei soggetti interessati, sugli oneri per la finanza pubblica nel tempo, le risorse necessarie a finanziare gli eventuali interventi”. Nel complesso i sei interventi di salvaguardia che si sono succeduti dal 2012 ad oggi hanno consentito a 170.000 persone di andare in pensione con i requisiti precedenti la legge Fornero. Le risorse stanziate per questi interventi sono state pari a 11,6 miliardi fino al 2020, ma gli avanzi potrebbero essere consistenti, superando i tre miliardi.