Opinioni

Emiliano chiede aiuto a Di Battista per fermare il TAP

Michele Emiliano chiede aiuto ad Alessandro Di Battista per fermare il TAP. Prendendo spunto dal ritorno in circolazione del video in cui l’ex deputato M5S prometteva il blocco del progetto, il governatore della Puglia Facebook su chiede di trovare una strategia comune per “trovare un posto dove il gasdotto fa meno danni, secondo me è meglio unire gli sforzi per spostarlo più a nord”.

Se non interveniamo subito i lavori andranno avanti e non ci sarà modo di cambiare l’approdo.

È vero, La Puglia non ha mai detto di voler bloccare il Tap, ma solo di spostarlo un po’ più a nord per evitare rischi per i bagnanti su una delle nostre più belle spiagge e per evitare di massacrare la provincia di Brindisi e di Lecce scavando e costruendo un gasdotto di quasi 60 chilometri, peraltro pagato 400 milioni di euro dai consumatori italiani nella loro bolletta per collegare alla dorsale Snam adriatica un’opera privata che farà guadagnare molti soldi solo ai privati.

La Puglia non ha nulla contro il gas come combustibile di transizione verso forme di energia più evolute e meno dannose e crede nella esigenza strategica di emanciparsi dal monopolio del gas russo.

michele emiliano di battista

Per questo da anni ha fatto una proposta di mediazione al Governo nazionale e agli ambientalisti e sindaci preoccupati dall’arrivo del gasdotto a San Foca.

Quelli che non posso accettare è che i pugliesi che hanno votato M5S – tra i quali tanti miei amici ed elettori- siano stati presi in giro.

Tutti sapevano o dovevano sapere anche all’epoca di questo comizio che il Tap non si poteva bloccare a causa di un accordo internazionale di molti anni fa.

Adesso Di Battista deve metterci la faccia accanto a noi pugliesi e provare a spostare l’approdo in una zona meno dannosa.

Dimostrerà così di essere la brava persona che molti di noi pensano che sia.

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