Politica

Elena Cattaneo e il rinvio dell’obbligo vaccinale

elena cattaneo

Elena Cattaneo su Repubblica di oggi si scaglia contro il rinvio dell’obbligo vaccinale che ieri la maggioranza Lega-M5S ha votato ieri con tanto di presunto vaffa di Paola Taverna:

La scelta della maggioranza risulta ancora più incomprensibile alla luce delle dichiarazioni della stessa ministra della Salute che, non più di dodici ore prima dell’approvazione dell’emendamento, aveva illustrato alle commissioni competenti di Camera e Senato i dati delle coperture vaccinali del 2017, evidenziando che i risultati migliori si sono registrati proprio «nelle prime fasce d’età, dove il decreto ha minacciato l’esclusione dall’asilo nido».

Questi numeri suggeriscono che l’obbligo stava funzionando. Perché quindi accanirsi contro una buona legge con circolari ministeriali, emendamenti e annunci di Ddl di riforma? Perché introdurre una proroga che, di fatto, realizza l’elusione di un obbligo di legge? Nel 2015 la California, uno degli Stati più liberali al mondo, con una delle percentuali di vaccinazioni più basse degli Stati Uniti, dopo un’epidemia di morbillo iniziata nel parco di Disneyland, non solo ha introdotto l’obbligo, ma una volta raggiunta la soglia si è guardata bene dal toglierlo. In Italia, invece, al posto del buon senso che, visti i numeri — difficilmente contestabili — suggerirebbe di lasciare che la legge faccia il proprio corso, sembra si sia preferita la “strategia di Penelope”.

elena cattaneo ogm

Per la scienziata e senatrice a vita il comportamento della maggioranza è incoerente con quanto detto dalla ministra Giulia Grillo:

Si fila e si disfa la tela legislativa, con il rischio di disorientare i cittadini, già in balia di un sistema sanitario nazionale articolato in 20 “repubbliche sanitarie”. Il “bilanciamento politico” promesso dal governo del cambiamento non esiste in biologia. Quando un patogeno infetta un organismo, non c’è più nulla di “bilanciato”.

Lo scorso 22 giugno la ministra Grillo dichiarava: «Le valutazioni di tipo scientifico non competono alla politica». Concordo. Virus e batteri non fanno politica, né sono in cerca di consenso.

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