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Eitan Biran: il bimbo superstite dell’incidente al Mottarone si è salvato per l’abbraccio del padre

Il piccolo Eitan Biran, l’unico sopravvissuto alla tragedia dell’incidente della funivia al Mottarone, è stato sottoposto a un complesso intervento chirurgico per la riduzione delle fratture. Ma se è ancora vivo lo deve a suo padre, Amit

eitan biran

Il piccolo Eitan Biran, l’unico sopravvissuto alla tragedia dell’incidente della funivia al Mottarone, è stato sottoposto a un complesso intervento chirurgico per la riduzione delle fratture. Ma se è ancora vivo lo deve a suo padre, Amit.

Eitan Biran: il bimbo superstite dell’incidente al Mottarone si è salvato per l’abbraccio del padre

Lui ancora non lo sa ma la sua mamma Tal Peleg, 27, psicologa, che ha cercato all’ospedale Regina Margherita di Torino dove si trova ricoverato non c’è più, come il fratellino Tom di due anni e il papà Amit, medico. Proprio da fonti ospedaliere si intuisce che la vita di Eitan Biran non è stata spezzata come il cavo della funivia solo perché suo padre l’ha protetto un’ultima volta: “Per essere riuscito a sopravvivere al terribile impatto è probabile che il padre, che era di corporatura robusta, abbia avvolto con un abbraccio suo figlio”. Eitan, che all’ospedale era arrivato cosciente, mormorando qualche parola ai medici, “Lasciatemi stare, lasciatemi stare”, ora è intubato e sedato, non è ancora chiaro quali danni abbia riportato il suo corpicino dopo il tremendo impatto. La prognosi per lui resta riservata. Giorgio Ivani, direttore del reparto di rianimazione del Regina Margherita, ha spiegato ieri: “È ancora presto per valutare i danni, nel corso della giornata faremo una risonanza magnetica per valutare le condizioni del cervello”, mentre Giovanni La Valle, direttore generale dell’ospedale infantile ha aggiunto: “La famiglia ha chiesto in questo momento il massimo riserbo e non vuole rilasciare alcuna dichiarazione: sono in lutto per quello che è successo e in ansia per il bambino. I parenti – ha spiegato- mi hanno chiesto di pregare per il nipote, qui c’è la zia e i nonni paterni, in questo momento chiedono solo il massimo riserbo”. La sera in cui Eitan è stato operato la zia ha spiegato: “Non sappiamo quale sarà la direzione, il trauma subito include il trauma cranico, bisogna vedere a lungo termine come andrà la situazione. Per adesso – conclude – siamo qui aspettando che ci facciano vedere il piccolo almeno da lontano”. Per fortuna quella Tac ha escluso danni neurologici, come scrive il Corriere:

«Il bambino è stato operatoegli accertamenti diagnostici, per il momento hanno escluso danni al cervello e al midollo — ha spiegato ieri sera Giovanni La Valle, direttore della Città della Salute di Torino, dopo aver ricevuto i risultati dell’ultima Tac —. Il bambino è ancora intubato e la prognosi al momento resta riservata. Quello che ha vissutoèun dramma nel dramma. Al dolore non ci si abitua mai e le ore accanto a Eitan e Mattia, che purtroppo non ce l’ha fatta, le abbiamo vissute come se fossimo vicino ai nostri figli. Possibili danni neurologici sono stati esclusi e nelle prossime 24 ore proveremo a svegliarlo»