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Uno dei due imbrattatori della Scala dei Turchi fece esplodere una bombola del gas nella metro di Milano

Incastrati dalle telecamere di video-sorveglianza, i due sono stati denunciati. Ma uno di loro era già noto alle forze dell’ordine per via della sua condanna per “tentata strage”

Domenico Quaranta, Scala dei Turchi

Sono stati individuati grazie alle telecamere di video-sorveglianza installate nella zona della Scala dei Turchi. Sono due le persone che ora sono state denunciate per aver imbrattato con due sacchi di ossido di ferro quel monumento naturale lungo la costa di Realmonte, ad Agrigento. Uno è incensurato, l’altro – Domenico Quaranta – era già noto alle forze dell’ordine (e alla cronaca italiana) per aver fatto esplodere nel 2002 una bombola del gas all’interno della linea rossa della metropolitana di Milano. E fu anche condannato per “tentata strage”, me negli anni si è reso protagonista anche di altri “attentanti”, anche ai beni pubblici.

Domenico Quaranta, l’uomo che ha imbrattato la Scala dei Turchi

I due, con due sacchi di ossido di ferro, erano arrivati nei pressi della Scala dei Turchi a bordo di un Ford Transit. E proprio questo è stato il dettaglio che ha portato alla loro individuazione: le telecamere, infatti, li hanno immortalati al loro ritorno, con i vestiti macchiati di colore rosso. È bastata la targa del loro veicolo per arrivare alla loro identità. Entrambi residenti e originari di Favara (in provincia di Agrigento): il primo, F.G. (47 anni), non aveva precedenti penali (e potrebbe solo aver accompagnato il suo “amico”, senza partecipare al raid); il secondo, Domenico Quaranta (imbianchino di 49 anni), ha un curriculum criminale lungo tantissime pagine.

Nel 2002, infatti, Quaranta fece esplodere una bombola del gas all’interno della metropolitana di Milano (lungo la linea rossa), all’altezza della fermata Duomo. Un vero e proprio attentato che, fortunatamente, non costò vite umane. Poi altri attentati e danneggiamenti vari, come quando – nella Valle dei Templi di Agrigento – utilizzò la stessa tecnica dell’attentato a Milano, facendo esplodere un’altra bombola del gas. Per questo fu condannato per “tentata strage”. Poi, nel 2012, tentò anche la fuga dal carcere, prima della sua “libertà” riottenuta nel 2020. E nei mesi scorsi, prima della Scala dei Turchi, aveva imbrattato anche la casa di Pirandello.