Opinioni

La metamorfosi di Di Maio che oggi si sveglia contro l’odio verso la classe politica

Un tempo neanche troppo lontano, anche se sembra passata un’eternità, il Movimento 5 Stelle si riuniva (e riuniva il suo popolo) in piazza gridando ‘Vaffa’ all’intera classe politica italiana. La casta, la chiamavano. Centinaia di migliaia di persone che acclamavano Beppe Grillo, Luigi Di Maio, Alessandro Di Battista&Co. con un solo obiettivo: demolire dialetticamente (e non solo) i politicanti della seconda Repubblica. Poi il consenso elettorale, il successo alle Politiche del 2018 e il mandato (in compartecipazione prima con la Lega, poi col Pd) per guidare il Paese. E piano piano quei Vaffa sono svaniti. E oggi l’attuale ministro degli esteri sembra essere una persona del tutto diversa da quella che solleticava il sentimento anti-politico in piazza.

Di Maio populismo

«Non possiamo lasciare che a prevalere siano i sentimenti di odio e di sfiducia verso tutta la classe politica, indistintamente; né che i rancori e la rabbia sociale possano soffocare la forza delle libertà e offuscare le nostre speranze». Parole e Musica di Luigi Di Maio, scritti su Facebook all’indomani della prima grande crisi del governo Conte-2. Un pensiero coerente con il nuovo stile comunicativo del Movimento 5 Stelle, ma del tutto differente rispetto a quel che dicevano e facevano dire nelle piazze italiane fin dai loro primi vagiti. Eppure si cambia in base ai propri interessi politici.

Ovviamente, con il suo post Facebook, Luigi Di Maio conferma la fiducia al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in attesa di scoprire le sue mosse. Nulla di nuovo e nulla di inaspettato. «Siamo chiamati, oggi, a compiere una scelta davanti a un bivio che ci segnerà per sempre: la ripresa o l’immobilismo, la rinascita o la depressione economica e sociale. La via da seguire è molto chiara e passa per la condivisione dei valori europei più profondi: il rispetto della dignità umana, l’uguaglianza, la solidarietà. Il mio appello si rivolge dunque a tutti i costruttori europei che, come questo Governo, in Parlamento nutrono la volontà di dare all’Italia la sua opportunità di ripresa e di riscatto. Insieme, possiamo mantenere la via. Guardiamoci intorno e troveremo un Paese che chiede di essere ascoltato. Non possiamo permetterci di ignorarlo. Noi gli daremo voce fino alla fine».