Politica

La “dimenticanza” di Di Maio sulle bollette in aumento

scuse salvini di maio pace fiscale condono - 3

Francesco Verderami sul Corriere della Sera oggi racconta una serie di gustosi retroscena che riguardano i ministri alle prese con gli staff e la burocrazia del ministero. Si parte da Gian Marco Centinaio al MIPAF, che si è trovato a scontrarsi per le deleghe:

È vero che a volte gli «uffici» fanno venire il mal di testa. Ministri di destra e di sinistra hanno vissuto quanto è successo al neo titolare dell’Agricoltura e del Turismo. Per settimane il leghista Centinaio aveva atteso che le strutture redigessero il decreto delle sue deleghe.

L’iniziale stesura non andava bene, la seconda era stata scritta in base alle obiezioni poste alla prima, ma quando gli dissero che gli errori erano stati corretti con altri errori, Centinaio non si trattenne: «Servirebbe un plotone». Poi tutto si risolse e si prese a lavorare.

ceta centinaio ratifica parlamento italiano veto - 5

Un altro aneddoto invece riguarda il ministro Di Maio e l’Authority per l’Energia, impegnata a comunicargli gli aumenti delle bollette di gas e luce:

Il problema allo Sviluppo economico è che talvolta «gli uffici» hanno difficoltà a farlo, siccome Di Maio non riceverebbe i direttori generali, tenuti a distanza dallo staff personale del ministro. E nella diatriba dello Stato contro lo Stato, può anche accadere che lo Stato non parli con lo Stato.

Prima di ufficializzare l’aumento delle tariffe, l’Autorità per l’energia — come da prassi consolidata — informa il responsabile del governo e i presidenti di Commissione del Parlamento che sono competenti in materia. E in vista del rincaro di luce e gas, i rappresentanti dell’Authority, giorni fa avevano chiesto appuntamento a Di Maio. Il ministro però non li ha ricevuti, non ha nemmeno risposto alla richiesta dell’incontro.

Leggi sull’argomento: L’Abenomics zoppa