Politica

Di Battista fa il barman e serve cocktail in spiaggia: la politica? Ora ve la spiego

Roncone conclude raccontando che al tramonto Dibba — mascherina mezza scesa sul mento — è lì che prepara un Negroni: 1\3 di gin, 1\3 di vermouth rosso, 1\3 di Campari. Poi però aggiunge due foglioline di menta. «Ma no, Ale! Quante volte devo ripeterti che la menta devi metterla solo nel mojito?»

di battista ortona

Fabrizio Roncone sul Corriere della Sera fa sapere oggi che Alessandro Di Battista è attualmente al lavoro al Barretto di Ortona, sulla spiaggia privata dell’hotel Katia:

A Ortona, sulla spiaggia privata dell’hotel Katia, ombrelloni in fila per nove e sabbia bollente, c’è un mare spianato, c’è un bel sole a picco e poi ecco che arriva sul serio lui, il nostro Alessandro Di Battista detto Dibba, l’aspirante rivoluzionario di Roma Nord che dopo aver messo il naso nella piccola scalcagnata azienda di famiglia specializzata in ceramiche ramo sanitari (conti in rosso, troppo rischioso), dopo aver provato a fare il falegname (troppo faticoso), dopo aver scritto reportage assai modesti (il racconto del suo viaggio in America Centrale per Sky Atlantic fu giudicato da Aldo Grasso il peggior programma del 2019), eccolo che questa estate si esibisce tra i tavoli del «Barretto», il bar-tavola calda dietro alle sdraio. […]

Fa un certo effetto ritrovarselo all’ora di pranzo che ti arriva al tavolo e dice: «Oggi abbiamo una fritturina di pesce da svenimento». Torna dieci minuti dopo, la frittura è buona davvero, ma lui nemmeno ti ascolta. Sta rispondendo a quello del tavolo accanto: «Un governo di solidarietà nazionale guidato da Draghi? Dio ce ne scampi…». Serve ai tavoli e parla da leader. L’altro giorno, inattesa carezza per il suo ego, un gruppo di grillini molisani è venuto a trovarlo, una specie di pellegrinaggio sulla spiaggia. Ai militanti Dibba spiega un mucchio di cose in ordine sparso: l’accordo raggiunto sul Recovery Fund rafforza Conte, ma dell’Unione ci si potrà fidare davvero solo quando abolirà il patto di Stabilità; un po’ di soldi andrebbero spesi per risolvere il dramma del dissesto idrogeologico; con Di Maio il rapportoèbuono (cioè, si detestano); a chiunque gli chieda di guidare la rinascita del Movimento, lui risponde che «la passione non manca e non mancherà mai, ma ora penso al mio ultimo reportage sull’Iran, che ho titolato:“Sentieri persiani”» (molto atteso, ovviamente, dalla comunità internazionale).

di battista ortona
Roncone conclude raccontando che al tramonto Dibba — mascherina mezza scesa sul mento — è lì che prepara un Negroni: 1\3 di gin, 1\3 di vermouth rosso, 1\3 di Campari. Poi però aggiunge due foglioline di menta. «Ma no, Ale! Quante volte devo ripeterti che la menta devi metterla solo nel mojito?».

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