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Depenalizzazione dei maltrattamenti sugli animali, la smentita definitiva

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Sul Corriere della Sera di oggi si chiariscono definitivamente i termini della storia (o della bufala, come sarebbe più corretto definirla) della depenalizzazione dei maltrattamenti sugli animali. Scrive il quotidiano:

Non ci sarà l’impunità per i crimini contro gli animali. Lo garantiscono dal ministero della Giustizia e gli animalisti esultano per una stortura raddrizzata all’interno di un decreto delega, licenziato dal Consiglio dei ministri. La parte che riguarda gli animali verrà stralciata.Il decreto legislativo riguardainfatti la «non punibilità per particolare tenuità del fatto» e non è un decreto fatto ad hoc contro gli animali, bensì un decreto delega che abbraccia i reati a trecentosessanta gradi. Soltanto che questo decreto finiva per penalizzare gli animali che per loro natura non si possono difendere, anche se grazie a una legge del 2004 possono essere difesi (dagli animalisti, appunto).
Il problema,però, è che non sempre questo poteva succedere, e alla fine si era creato un guazzabuglio legislativo, un doppio binario ingestibile per cui i crimini contro gli animali finivano per rimanere impuniti. Non succederà più. Adesso dagli uffici di via Arenula del ministro Orlando assicurano: questi reati non saranno compresi tra quelli per i quali è prevista la non punibilità, nel caso in cui si manifestino crudeltà nei confronti degli animali.

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L’appello contro la depenalizzazione dei reati contro gli animali

Il Corriere non è molto chiaro quando afferma che “non sempre questo poteva succedere”: in realtà, semplicemente, mancava il testo finale del provvedimento, come è stato precisato dalla nota dell’ufficio tecnico del ministero di venerdì scorso: «Lo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ha come presupposto la possibilità che la vittima si opponga all’archiviazione stessa del reato proposta dal pubblico ministero. E’ evidente che questo meccanismo non può riguardare i reati di maltrattamenti di animali: pertanto la specificità di questi reati sara’ tenuta in considerazione nel testo finale del provvedimento all’esito dei pareri espressi dalla Camera e dal Senato a cui è stato trasmesso lo schema di decreto approvato dal Cdm». In ogni caso, con questa smentita la polemica dovrebbe finalmente chiudersi.

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