Politica

Il governo Gentiloni ha una nuova maggioranza

denis verdini

C’è una nuova maggioranza in città. Ed è quella che sostiene il governo Gentiloni. Ad annunciarlo ufficialmente è Denis Verdini, che con ALA ieri ha preso il posto di MDP nel votare la fiducia sulla legge elettorale e oggi in Senato ha annunciato di essere pronto a votare anche lo ius soli.

Il governo Gentiloni ha una nuova maggioranza

Oggi il senatore del gruppo Ala ha preso la parola in difesa del “Rosatellum”, scatenando la protesta da parte del M5S. Il pentastellato Stefano Lucidi ha gridato più volte ed è stato richiamato richiamato all’ordine per due volte di seguito dal presidente di Palazzo Madama Pietro Grasso prima di essere fatto uscire dall’Aula. Nel suo discorso Verdini ha spiegato che il Rosatellum è “una buona legge elettorale, né un colpo di mano, né un colpo di stato”. Certo, “non è la migliore, leggi perfette in questo ramo del Parlamento e nell’altro non esistono, ma è la migliore in questo momento storico e in questo Parlamento”.
denis verdini matteo renzi
Poi l’annuncio: “Con l’uscita di Art. 1 c’è una nuova maggioranza e noi ci siamo, ci siamo sempre stati e ci resteremo. C’è una nuova maggioranza politica con cui tutti devono fare i conti”, ha detto Verdini. Poi è arrivato anche un annuncio inaspettato: Quella secondo cui mi sarei candidato all’estero “è una delle tante stupide falsità dette su di me” in merito al Rosatellum, “non so se mi ricandiderò ma se lo faro lo farò in Italia”. Infine una frase a cui non è mancato il pragmatismo: “Ho problemi giudiziari, ho sempre rispettato i giudici e pretendo come tutti il rispetto costituzionale della presunzione di innocenza, ma quest’aula stranamente a volte se ne dimentica e approfittando strumentalmente di queste vicende, si rende inefficacie la nostra fattiva presenza in Parlamento che è stata costantemente vilipesa. Una volta si diceva appoggia esterno, adesso si parla di appoggio fantasma, coniato per noi. Lo stanno anche i sassi che qui non c’è mai stata vera maggioranza politica”. Ora c’è. E lui ne fa parte.