Economia

I cantieri senza regole del partito dell’onestà

decreto genova

Gianluca Di Feo su Repubblica oggi se la prende con i cantieri senza regole del partito dell’onestà, ovvero della tendenza scoperta di questo governo ad attuare una deregulation sulle opere pubbliche bypassando il sistema di controlli e di certificazioni in nome della velocità di esecuzione. Una tendenza che negli anni non ha portato troppa fortuna ai governi: basta considerare il metodo Bertolaso durante il governo Berlusconi:

Proprio il Movimento 5S, storicamente paladino della legalità, adesso invece sogna di liberare i cantieri da qualunque controllo, rivitalizzando il sistema dei general contractor che ha fatto prosperare corruzione e scandali, come nei casi Expo e Mose. La ricostruzione di Genova potrebbe diventare la prova generale del cemento in deroga, come avverte Cantone: «L’eccezione si presta a diventare regola, trasformando una piccola crepa nelle diga in una vera e propria falla».

E il decreto Toninelli arriva al punto di cancellare persino la prevenzione antimafia, aprendo i subappalti alle aziende interdette dalle commesse per collusioni con i clan. Con il rischio che l’extra ordinem si trasformi in fuori legge.

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La prova generale sarà proprio quel Decreto Genova che è stato scritto con il cuore da Toninelli:

Tutta questa corsa ai cantieri senza regole sembra avere già dimenticato l’elemento chiave della tragedia del ponte Morandi: l’inefficienza del sistema dei controlli, che ha impedito di scoprire i mali del viadotto.

Il governo Conte ha messo sotto accusa lo strapotere di Autostrade e la debolezza degli ispettori pubblici, denunciando l’assenza di trasparenza sugli accordi con i concessionari tenuti segreti per anni. Cosa impedisce che lo stesso schema opaco si ripeta nella rinascita del viadotto Morandi e in tutte le grandi opere di domani?

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