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Il video su Facebook in cui De Donno spiega che quelli che immaginavano complotti dicevano fregnacce

“Cari amici – esordisce il dottore – negli ultimi giorni la pressione mediatica e popolare sul mio operato è stata tale da non permettermi di lavorare serenamente. Per questo ho ritenuto prudente chiudere i miei account social per lanciare un messaggio di calma e rasserenamento”

Giuseppe De Donno torna su Facebook e si scopre (oh oh oh) che tutti quelli che parlavano di complotti dei Poteri Forti dietro la scomparsa del suo profilo dicevano fregnacce. “Cari amici – esordisce il dottore – negli ultimi giorni la pressione mediatica e popolare sul mio operato è stata tale da non permettermi di lavorare serenamente. Per questo ho ritenuto prudente chiudere i miei account social per lanciare un messaggio di calma e rasserenamento. Ho parlato in pubblico per fare informazione, ma questa è stata recepita da alcuni come mezzo per azzuffarsi con chi la pensa diversamente”, e chissà con chi ce l’ha, eh?. “I miei interventi sui mass media sono stati animati dal solo spirito divulgativo e da un auspicabile e sereno confronto con i colleghi su un protocollo che ottiene risultati incoraggianti ancorché oggetto di approfondimenti scientifici. Io vi ringrazio per la vicinanza e per l’attenzione ma non sono disponibile in questo momento a risse televisive con questo o quel collega, atteso che essendo tutti dei medici lavoriamo a una causa unica: la lotta al Coronavirus”. Leggendo questo status su Roberto Burioni del 29 aprile potete apprezzare quanto De Donno fosse fino a pochi giorni fa così poco voglioso di buttarla in rissa e invece desideroso di collaborare con i colleghi.

GIUSEPPE DE DONNO STATUS BURIONI

“A differenza di quel che pensa qualcuno, non utilizzo i morti per farmi pubblicità. Noi non siamo mammalucchi. Non siamo però neanche in gara tra colleghi. E come è stato dichiarato da ASST Mantova, lunedì una rivista scientifica analizzerà il nostro lavoro e ci dirà se può essere pubblicato. Fino ad allora cercherò di mantenere un profilo molto basso. Moltissimi paesi ci hanno preso per esempio. Ora c’è una marea montante di centri che sperimentano il plasma iperimmune per i pazienti. Io vi ringrazio e ringrazio le istituzioni che ci sono state vicino, in particolare il presidente Mattarella, il Papa e il mio vescovo che ha speso per me parole meravigliose. Ringrazio i miei parroci. Ringrazio anche i NAS perché hanno permesso di verificare quanto sia serio il lavoro della sperimentazione che abbiamo messo in atto”. Insomma, il finale è degno di Walt Disney. Tutti contenti?

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