Opinioni

Daniela Tiburzi spiega perché ha fatto cacciare Ignazio Marino

Daniela Tiburzi è una dei consiglieri del Partito Democratico che, con le dimissioni, hanno fatto cadere il sindaco Ignazio Marino. In questo video pubblicato su Youtube spiega le ragioni che l’hanno portata a prendere la decisione, dicendo tra l’altro che il sindaco non ha mai cercato il confronto con il consiglio comunale in due anni e mezzo in cui loro hanno provato a far funzionare l’amministrazione, ma lui non veniva mai in assemblea. La Tiburzi riesce addirittura ad apostrofare Marino come “uomo solo al comando”, definizione che sembra non estranea nemmeno al funzionamento di Palazzo Chigi.

Mentre i commenti su Facebook sono piuttosto benevoli nei suoi confronti, su Youtube sono per lo più critici:

Voi sottovalutate i cittadini, avete mancato di rispetto ai vostri elettori e calpestato i principi fondamentali della democrazia. A sentire le sue parole, sembra che stia parlando di Alemanno. Ignazio Marino ha sicuramente, come tutti, dei difetti e avrà certamente commesso degli errori. Ma allo stesso tempo la sua amministrazione ha intrapreso in due anni iniziative di enorme portata per la nostra città: non si butta a mare tutto questo. Nessuno di voi, nessuno dei vostri dirigenti ha saputo fornire una motivazione ragionevole e plausibile per l’assurdo gesto che avete compiuto. Nessuno ha speso una parola per quanto di buono è stato fatto. I mezzi di informazione si sono scatenati mettendo in atto un linciaggio inaudito nei confronti di una persona onesta, corretta e dotata di una visione per il futuro della nostra città, visione che avrebbe anche potuto farla uscire dal provincialismo italico di stampo berlusconiano che la soffoca e ci opprime. Ci avete tolto tutto questo con un’azione golpista. Ma noi elettori non abbiamo l’anello al naso e quando la misura è colma non c’è modo di rimediare.
mi hai fatto piangere lo sai? mi hai commosso ora mi riprendo e mi metto a ridere. sei patetica stai cercando di uscire in qualche modo pulita da un’azione indegna. fossi in te mi vergognerei e sarebbe meglio che tacessi.
indubbiamente coraggiosa a dire certe cose, e anche senza vergogna. Si tenga stretta quello che Orfini le ha promesso in cambio del tradimento ai suoi elettori (prima ancora che al Sindaco) grazie ai quali è stata eletta perché la sua vile firma davanti ad un notaio rappresenta un precedente del quale non potrà disfarsi e che i cittadini romani ricorderanno.