L’ex parlamentare che difende il vitalizio

di neXtQuotidiano

Pubblicato il 2018-07-02

“Difendo orgogliosamente non il vitalizio in quanto tale, ma la mia storia, i miei sacrifici, il mio impegno, la mia dedizione alla politica e alle istituzioni delle quali mi onoro di aver fatto parte. Funzioni pubbliche che ho adempiuto ‘con disciplina ed onore’”. E’ quanto afferma Costantino Fittante, ex parlamentare del Pci (eletto dal 1983 …

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“Difendo orgogliosamente non il vitalizio in quanto tale, ma la mia storia, i miei sacrifici, il mio impegno, la mia dedizione alla politica e alle istituzioni delle quali mi onoro di aver fatto parte. Funzioni pubbliche che ho adempiuto ‘con disciplina ed onore'”. E’ quanto afferma Costantino Fittante, ex parlamentare del Pci (eletto dal 1983 al 1987), in una lettera aperta al vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio sulla vicenda dei tagli ai vitalizi. “Ho letto le sue affermazioni in merito alla volontà di tagliare i vitalizi agli ex parlamentari – sostiene Fittante – e le riporto ‘I vitalizi non sono diritti acquisiti, ma privilegi rubati’. Lei, signor ministro, ha il potere che le deriva dall’esito elettorale di decidere con strumenti amministrativi o legislativi di abolire o tagliare i vitalizi. Assolutamente non ha il diritto di chiamarmi ladro, implicitamente definendo ‘complici’ i circa 30 mila elettori calabresi che nel 1983 mi hanno votato esprimendo la preferenza personale. A giudicare se i vitalizi sono un diritto acquisito o meno lo stabiliranno gli organi giurisdizionali preposti. Non io e nemmeno lei”.

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“Non mi appartiene – sottolinea ancora l’ex parlamentare Pci – il metodo della ritorsione per rispondere a critiche o valutazioni politiche. La sua dichiarazione non è una critica ma una offesa alla nostra ed alla mia dignità di uomo pubblico. Ed è troppo, un linguaggio insopportabile e certamente non da uomo di governo che mi induce alle seguenti considerazioni che riguardano lei e gli eletti come lei. E’ difficile ignorare che lei è entrato nel 2013 in Parlamento sulla base di una legge dichiarata incostituzionale e anche il 4 marzo scorso con un’altra legge simile sottoposta all’esame della Corte Costituzionale. Stia calmo. Controlli le sue violente dichiarazioni. Se il giudizio della Corte sulla legge elettorale con la quale è stato eletto conferma gli elementi di incostituzionalità denunciati, potrà essere facilmente additato due volte un ‘abusivo’ del Parlamento e del potere”.

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