La macchina del funky

Così Pizzarotti, Nardella e Nogarin nascondono gli scontrini al Fatto

fabio franceschi fatto

Il Fatto Quotidiano pubblica oggi un articolo a firma di Luigi Franco che racconta una curiosa circostanza con protagonisti Filippo Nogarin e Federico Pizzarotti, rispettivamente sindaci di Livorno e Parma: una richiesta di accesso agli atti presentata dal quotidiano in nove comuni è stata respinta proprio a Livorno e a Parma oltre che da Firenze:

Le ricevute relative alle spese di viaggio dei sindaci restano top secret, alla faccia della trasparenza tante volte sbandierata. E alla faccia di quanto gli esponenti del M5s fanno nel resto d’Italia. Come a Roma, dove in seguito a un loro accesso agli atti Ignazio Marino ha pubblicato online i propri scontrini, rendendo evidenti quelle cene di troppo che alla fine hanno portato alla sua caduta. O come nella stessa Firenze, dove tra i consiglieri di opposizione che hanno chiesto le ricevute di Renzi ci sono quelli del M5S, impegnati in un’impresa che il blog di Grillo una settimana fa definiva “la tredicesima fatica di Ercole”, lamentando il “raro esempio di ‘supercazzola’ scritta in uno pseudo-legalese chiaramente incomprensibile per qualsiasi cittadino” con cui il Comune ha risposto all’istanza di accesso agli atti.
SOLO che questa volta il rifiuto in legalese è arrivato dalle amministrazioni guidate daNogarin e Pizzarotti, attualmente sospeso dal M5s con l’accusa di avere nascosto le indagini a suo
carico per le nomine al Teatro Regio. Le risposte inviate dalle segreterie generali dei due Comuni dicono che no, quei documenti non vanno mostrati ai giornalisti. Con argomentazioni che ripropongono quelle arrivate da Firenze. Meglio è andata con Torino, Napoli e Palermo, dove le amministrazioni hanno messo a disposizione le ricevute di Piero Fassino, Luigi de Magistris e Leoluca Orlando. I Comuni di Milano e Verona si sono, invece, limitati a inviare i dettagli dei costi sostenuti da Giuliano Pisapia e FlavioTosi, ma senza scontrini. Come non sono arrivati da Venezia quelli dell’ex sindaco Giorgio Orsoni, mentre il successore “Luigi Brugnaro non ha presentato alcuna richiesta di rimborso per spese di pernottamento o spese di pasti”.

nogarin pizzarotti
Il caso su cui concentra l’attenzione il Fatto è però quello di Parma e Livorno:

MA VENIAMO al rifiuto di mostrare le ricevute delle trasferte del 2014, 2015 e di inizio 2016. “Anche in linea con quanto recentemente stabilito dal Consiglio di Stato –scrivono da Livorno –l’ambito soggettivo e quello oggettivo prescritto dalla legge entro i quali va riconosciuto il diritto all’accesso, presuppone un interesse personale e concreto, strumentale al medesimo, in quanto volto alla tutela delle situazioni giuridicamente rilevanti. Situazione che non si evince in questo caso di specie, perché la Sua posizione non appare dissimile da quella di qualsiasi altro cittadino”. Cittadino che quindi non ha diritto di dare un’occhiata alle pezze giustificative con cui il suo sindaco ha ottenuto i rimborsi. Simili le motivazioni del Comune di Firenze e della segreteria generale di Pizzarotti a Parma, che in più tira in ballo “una inammissibile azione popolare sulla trasparenza dell’azione amministrativa” e“un tale numero di documenti che tramutano la domanda di conoscenza in un aggravamento dell’attività amministrativa”.
C’È POI un’altra cosa che aggiungono dalle tre città: le informazioni sulle spese di viaggio sono già disponibili sul sito del Comune. Peccato che per Nardella ci sia solo il totale di ogni anno, mentre per Pizzarotti la divisione per singola trasferta c’è, ma non è indicatané ladestinazione, né lo scopo del viaggio. Per Nogarin invece è riportato il dettaglio di ogni spesa, compreso il fornitore. Ma le ricevute, che come dimostra il caso Marino sono quelle da cui saltano fuori eventuali magagne, rimangono chiuse a chiave anche qui.

Leggi sull’argomento: Federico Pizzarotti indagato per l’alluvione di Parma