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Così Matteo Renzi fa felice chi guadagna con l'omeopatia

La sua Legge di Stabilità sarà anche un’occasione sprecata, sarà anche piena di tasse nascoste e la propaganda sul diminuito carico fiscale sarà anche ridicola, ma Matteo Renzi può consolarsi, visto che a un comparto di aziende è piaciuta tantissimo. Stiamo parlando di Omeoimprese, ovvero l’organizzazione che raggruppa le  aziende del comparto dei farmaci omeopatici e antroposofici. E loro, ragionevolmente esultanti, comprano persino pagine di pubblicità sui giornali per far sentire tutta la loro felicità.
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MATTEO RENZI E L’EMENDAMENTO PER L’OMEOPATIA
Il motivo di tutta questa esultanza è l’emendamento 34 bis alla Legge di Stabilità, in base al quale le imprese che trattano prodotti omeopatici avranno (“finalmente”, dicono) fissate le quote per la domanda di rinnovo per i medicinali unitari (pari a 800 euro), «indipendentemente da forma farmaceutica e diluizioni», e in «1.200 euro per i medicinali complessi, indipendentemente dal numero dei componenti e dalla forma farmaceutica e, soprattutto, sono stati prorogati i termini per le registrazioni al 2018, fissando al 30 giugno 2017 il termine per la presentazione delle domande». Della personale vittoria si bullano due onorevoli del Partito Democratico via agenzia di stampa:

Roma, 27 novembre – Un emendamento alla Legge di stabilità, proposto dai deputati Filippo Fossati e Daniela Sbrollini del PD e fatto proprio dalla Commissione Sanità, è stato approvato ieri dalla Commissione Bilancio ed inserito nel testo della Legge.
Nell’emendamento si fissano tempi certi, procedure ragionevolmente semplificate e soprattutto tariffe adeguate e sostenibili per il rinnovo dell’autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci omeopatici (800 euro per i medicinali unitari, indipendentemente dal numero delle diluizioni, e 1200 per i medicinali complessi, indipendentemente dal numero dei componenti, scadenza per le domande il 2017)
“Con questa scelta” dice l’on. Fossati “si permette ad un settore piccolo, ma interessante dell’ industria italiana, di crescere e di allinearsi alla concorrenza europea, almeno sui tempi, sulle modalità e sui costi del procedimento di autorizzazioni. Su questi temi si era fermi da anni: il settore dell’omeopatia si rivolge a milioni di famiglie, produce e investe nella ricerca”.
Aggiunge l’on. Sbrollini: “E’ una buona notizia per i cittadini che usano farmaci omeopatici e che potranno contare su un regolare e completo reperimento in commercio delle specialità, in piena sicurezza e a prezzi non gravati da costi burocratici eccessivi”.

Ora, magari bisognerebbe chiedere con calma e tranquillità all’onorevole Fossati cosa mai investa in ricerca l’omeopatia, visto che «La validità dell’omeopatia non è mai stata dimostrata mediante esperimenti o ricerche. Gli studi condotti in base ai principi della scienza medica ne hanno viceversa dimostrato l’inefficacia. Il ricorso a prodotti omeopatici è potenzialmente pericoloso per la salute nella misura in cui può spingere i malati ad abbandonare o ritardare terapie mediche di comprovata efficacia» (*), e visto che le pratiche in oggetto non sono accettate né riconosciute in medicina.
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L’EFFETTO CONCRETO DELL’EMENDAMENTO?
Ma forse è meglio lasciar perdere la logica di certe affermazioni fatte con l’intenzione di assicurarsi il plauso delle categorie interessate, ed andare a vedere l’effetto concreto del famoso emendamento per il quale oggi le aziende dell’omeopatia esultano:
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Insomma, a quanto pare ci sarà un corposo aumento di entrate grazie all’emendamento in oggetto. Se è così, allora siamo tutti più contenti. E se invece vi rode, potete sempre curarvi. Con acqua e zucchero.

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